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Telefonica, utili a picco. Ma c’è l'”asso” Brasile

Crollano del 27% gli utili nel secondo trimestre, colpa della crisi spagnola e della forte concorrenza sul mercato domestico. Ma in controtendenza aumenta il biz nel Paese sud-americano che presto diventerà la prima fonte di revenue

28 Lug 2011

Vanno male i conti del secondo trimestre di Telefonica, la seconda
maggiore compagnia telefonica europea, che vede l'utile netto
scendere del 27%, in parte per l’intensificarsi della concorrenza
(con i nuovi operatori low-cost Jazztel e Yoigo) che ha ristretto i
guadagni sul mercato spagnolo, già fortemente eroso dalla crisi
economica. Sull’utile, che ammonta nel secondo trimestre a 1,54
miliardi di euro, contro la media di 1,64 miliardi prevista dagli
analisti, ha pesato anche la svalutazione di Telco (che possiede il
46,5% di Telefonica) in Telecom Italia, costata al colosso spagnolo
353 milioni di euro.

Le vendite del secondo trimestre risultano invece in aumento del
2,2% a 15,5 miliardi di euro, ma non soddisfano le stime degli
analisti (15,7 miliardi). “I risultati delle telco europee sono
deludenti e quelli di Telefonica lo sono più di tutti”, secondo
l’analista finanziario di Amburgo Boris Boehm. “Le trimestrali
pubblicate oggi ci indicano che dobbiamo essere cauti su questa
industria nel futuro e che i problemi sono destinati ad
aumentare”.

Il presidente Cesar Alierta aveva già annunciato una riduzione del
20% della forza lavoro spagnola nei prossimi tre anni. Oggi la
telco ha fatto sapere che in Spagna le revenues sono scese del 6,6%
nel secondo trimestre, mentre il margine di profitto è calato del
2,1% al 45,3%. Alierta spera di poter bilanciare le perdite sul
mercato domestico cavalcando il boom economico dell’America
Latina: secondo il presidente del gruppo, il Brasile da solo
diventerà presto il principale motore dei ricavi di
Telefonica.

“La Spagna resta molto debole, con un altissimo tasso di
disoccupazione, ma noi ci chiediamo anche se l’America Latina
possa continuare a registrare performance così forti”, commenta
Andres Bolumburu, analista del Banco Sabadell a Madrid.

Per il momento però il business d’oltreoceano è quello che
traina Telefonica, con vendite cresciute del 12% a 7,11 miliardi di
euro nel secondo trimestre, pari a quasi la metà del totale del
fatturato di gruppo. L’Oibda è cresciuto del 10%. Nel Brasile,
poi, le revenues sono balzate del 40% a 3,61 miliardi di euro, dopo
che l’anno scorso Telefonica ha acquisito il controllo di Vivo
Participacoes, il primo operatore mobile del Paese. Per fare un
confronto, in Europa le revenues della telco spagnola sono scese
del 3,5% a 3,77 miliardi di euro.

Non cambia il quadro delle performance di Telefonica se si guarda
all’insieme del primo semestre 2011: si registra un forte calo
dell’utile netto (del 16,3%, a 3,16 miliardi di euro), mentre i
ricavi sono in crescita a 30,88 miliardi di euro (+6,3%) grazie
alla rapida ripresa di Telefonica Latinoamerica (+18,4% anno su
anno) e al notevole incremento dei ricavi dalla trasmissione mobile
di dati (+18,5%). L'utile operativo prima dei deprezzamenti e
ammortamenti (Oibda, un indicatore usato con costanza dalla
compagnia spagnola) è cresciuto del 3,7% a 11,3 miliardi di euro,
mentre l'Eps scivola da 0,83 a 0,70 euro (-16,1%). Telefonica
ha comunque confermato le stime per la fine dell'anno.

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