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Telefonica-Vivo, la Ue contro la golden share

L’8 luglio la Corte di Giustizia si pronuncerà sulla legittimità dello stop esercitato dal governo portoghese. Il caso italiano, un precedente a “sfavore” del Portogallo

01 Lug 2010

La palla della golden share messa dal governo di Libsbona
sull'operazione Telefonica-Vivo è ora nelle mani della Corte
europea di Giustizia che il prossimo 8 luglio si dovrà esprimere
sulla legittimità delle decisione portoghese (lo scorso 18 marzo
la Corte si era
espressa
contro i "diritti speciali" che lo stato
italiano detenuti in aziende a partecipazione statale, come Eni,
Enel, Telecom Italiae  Finemccanica).

E mentre Telefonica e Portugal Telecom si aspettano che la
giustizia europea rigetti il veto di Lisbona per chiudere
l'accordo su Vivo – il 74% degli azionisti di PT ha infatti
approvato l'offerta di Telefonica di 7,15 miliardi per
l'acquisto di Vivo – il primo ministro portoghese Jose Socrates
difende i tentativi del suo governo di fermare l'offerta
spagnola per gli asset brasiliani di Portugal Telecom, ricodando
che "è dovere del governo tutelate gli interessi
strategici" del Paese. Socrates, in un articolo sul quotidiano
Publico, precisa che "l'internazionalizzazione di PT e la
sua presenza in Brasile sono assolutamente fondamentali per
l'economia portoghese".

E se il governo di Lisbona non molla sulla golden share quello
spagnolo – che osserva con attenzione le strategie sudamerciane di
Telefonoca, maggiore operatore del Paese – si dice che in futuro
decisioni come quelle portoghesi non potranno più essere prese.
"Nel nuovo periodo europeo che stiamo vivendo non si potranno
ripetere azioni come il veto opposto dal governo del Portogallo
all'operazione di Telefonica su Portugal Telecom – ha
sottolineato il ministro degli Esteri, Miguel Angel Moratinos
Moratinos, in un'intervista alla radio Cadena ser -. Ogni
governo si assume le proprie responsabilità, ma ricordo che la Ue
si è opposta alla decisione dell'esecutivo portoghese di usare
la golden share, definendola incompatibile con la legislazione
europea. Ora attendiamo la decisione della Corte di Giustizia
Ue".

A Bruxelles dopo il monito del commissario alla Digital Agenda
Neelie Kroes che ieri ha invitato gli stati a rimanere fuori dalle
decisioni delle imprese, oggi il collega al Mercato interno, Michel
Barnier, critica l'esistenza di una golden sharedetenuta dallo
stato portoghese in Portugal Telecom.

"Riteniamo che l'utilizzo della clausola di golden share
non sia giustificata – ha detto Barnier in conferenza stampa -. Si
tratta di un ostacolo alla libera circolazione dei capitali e
questa è una delle competenze di cui sono responsabile come
commissario".