Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Telemarketing, il Garante detta le regole del new marketing

Secondo l’Autorità per la Privacy gli operatori di Tlc potranno usare i dati aggregati dei clienti solo previo controllo da parte della stessa authority. Database ad hoc per la raccolta delle informazioni utlizzate a scopo di vendita

19 Lug 2010

Più tutele per i clienti delle compagnie telefoniche profilati a
fini di marketing. Con sette provvedimenti rivolti ad altrettanti
gestori telefonici Il Garante Privacy ha definito criteri e
garanzie per poter utilizzare dati “aggregati”. L’analisi dei
gusti e dei comportamenti della clientela, una delle principali
attività utilizzata per definire decisioni e strategie aziendali,
può essere infatti realizzata sia con dati personali, per i quali
risulti il consenso del cliente, sia con informazioni
“aggregate”, raggruppate cioè per categorie omogenee a seconda
dei livelli di spesa, di traffico, età, professione, fasce orarie
utilizzate, telefonate nazionali o internazionali.
In questo caso però – ricorda l'Autorità – è necessario,
prima di poter trattare i dati, richiedere una verifica preliminare
da parte del Garante: un esame necessario questo, previsto dal
provvedimento generale sulla profilazione del 2009, in ragione del
fatto che i dati “aggregati” – per quanto non consentano di
risalire immediatamente a persone identificabili – non si possono
definire, di per sé, dati anonimi. "Essi derivano infatti da
informazioni individuali presenti in forma completa e dettagliata
nei vari sistemi operativi aziendali e il loro uso può presentare
rischi per la privacy", precisa il Garante.

I gestori telefonici dovranno attenersi alle prescrizioni dettate
loro singolarmente dal Garante. In linea generale, dovranno
utilizzare dati “aggregati” dai quali non sia possibile
risalire direttamente all’identità dell’utente. I sistemi
informatici dedicati alla profilazione, poi, dovranno essere del
tutto separati da quelli utilizzati per altre finalità (come
fatturazione o marketing) e rigorose misure di sicurezza dovranno
essere adottate nella trasmissione delle liste di utenti agli
addetti alle campagne di commercializzazione e di marketing.

Ad alcune società, inoltre, il Garante ha chiesto di rafforzare i
livelli di protezione per l’accesso ai dati, introducendo
procedure di autenticazione individuali e profili differenziati
rispetto a quelli richiesti per l’accesso agli altri sistemi
aziendali. I dati usati per la profilazione non potranno essere
conservati oltre il periodo stabilito dal Garante, in genere 12
mesi o per un periodo più lungo in ragione di documentate esigenze
tecnico-gestionali. Trascorso tale termine i dati dovranno essere
cancellati o trasformati, in modo irreversibile, in forma
anonima.

Da rivedere, infine, l’informativa resa alla clientela che dovrà
contenere un esplicito richiamo all’attività di profilazione e
alla avvenuta verifica preliminare da parte del Garante.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link