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Televisori 3D, è guerra sullo standard

Samsung ed Lg si fronteggiano nel tentativo di imporre la propria tecnologia all’intera industria in attesa degli schermi free glass. Ma gli analisti avvisano: “Per far decollare il mercato occorrono contenuti, non una guerra tecnologica”

24 Mar 2011

Può sembrare una sterile battaglia sui marchi e invece nasconde
un'agguerrita gara per imporre lo standard dell’industria
delle tv 3D. Protagoniste sono Samsung e Lg Electronics, i maggiori
produttori mondiali di televisori a schermo piatto e tra i
principali fornitori di panelli per le tv 3D. Le due aziende,
entrambe sud-coreane, usano due standard differenti e non
compatibili, ma solo uno probabilmente sarà abbracciato
dall’intera industria.

I produttori di tv ripongono grandi speranze nel 3D: i nuovi
televisori potrebbero rilanciare un settore in cui i prezzi hanno
continuato a scendere a causa della concorrenza serrata. Le tv per
la visione in tre dimensioni sono invece prodotti per
l’intrattenimento domestico di fascia alta e i modelli da 55
pollici costano circa 4.000 dollari.

Prezzi elevati che finora, in realtà, insieme alla carenza di
contenuti, hanno reso le vendite deludenti. Tuttavia la società di
ricerche DisplaySearch prevede che le tv 3D rappresenteranno più
del 40% delle vendite di tv a schermo piatto entro il 2014, contro
appena il 2% dell’anno scorso.

Samsung ed Lg non vogliono perdersi l’opportunità. Entrambe
producono le loro tv 3D e Samsung, spiega oggi il Financial Times,
guida l’industria con uno share del 37,2%, seguita da Sony,
Panasonic ed Lg, che ha solo il 5,6% del mercato. Ma le due
sud-coreane sono anche fornitrici del componente core 3D – il
pannello – per molti altri produttori di televisori in tutto il
mondo.

Lo schermo di Samsung usa la tecnologia active shutter glass (Asg),
che richiede agli spettatori di indossare ingombranti occhiali
alimentati da pile per godere dell’effetto tridimensionale. La
stessa tecnologia è usata nei televisori 3D di Sony, Sharp e
Panasonic.

L’Asg ha dominato il settore fino a quest’anno, quando Lg ha
introdotto un’altra tecnologia, la Fpr (film patterned retarder),
con cui si applica una pellicola sullo schermo, per cui allo
spettatore bastano degli occhiali polarizzati, molto più leggeri
(come quelli che si indossano al cinema), per guardare la sua tv
3D. Gli schermi Fpr di Lg sono già adottati da Toshiba, Philips,
Vizio e alcuni produttori cinesi.

Kwon Young-soo, presidente di Lg Display, la filiale di Lg che
sviluppa gli schermi piatti, ha dichiarato che un giorno le tv 3D
non richiederanno più occhiali, ma fino ad allora i consumatori
dovranno scegliere tra le due tecnologie per gli schermi in
competizione.

Le due rivali si affrontano senza esclusione di colpi per far
valere il proprio standard. Per Lg la tecnologia di Samsung è
“vecchia di una generazione”, mentre Samsung sostiene che il
suo prodotto e quello di Lg sono diversi “come il giorno e la
notte”. Kim Hyeon-Seok, executive vice-president della divisione
visual display di Samsung, ha accusato Lg di “ingannare i
consumatori” quando afferma che la sua tecnologia per il 3D è in
grado di offrire immagini in altissima definizione. Lg ha replicato
facendo sapere che sta già trattando con Sony per convincerla a
usare l’Fpr sui suoi schermi al posto dell'Asg sostenuto da
Samsung.

A calmare le acque ci pensano gli analisti: è troppo presto per
dire quale tecnologia sia la migliore. “Dal punto di vista del
consumatore, è difficile notare differenze negli effetti 3D dei
due prodotti”, afferma Park Kang-ho di Daishin Securities.
“Quel che conta per i consumatori sono i contenuti, più che la
tecnologia”. Concorda Hwang Joon-ho, analista di Daewoo
Securities: “Per far decollare le tv in 3D oggi non serve una
guerra tecnologica, ma lo sviluppo dei contenuti capace di
alimentare la domanda”.