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Terminazione mobile. Agcom pronta a riaprire il “caso”

Secondo indiscrezioni l’Authority presieduta da Corrado Calabrò si appresta a rimettere mano al listino che entrerà in vigore nel 2012. Forti le pressioni delle telco che denunciano il pericolo di un drastico calo degli introiti che potrebbe minare gli investimenti futuri

03 Giu 2011

L'autorità per le comunicazioni, scrive Milano Finanza, sta
per decidere di riprendere in mano il provvedimento con cui ha
limato i margini delle tariffe di terminazione, il prezzo che gli
operatori pagano ai propri concorrenti quando si utilizza la loro
rete.

Secondo quanto MF-Milano Finanza può anticipare, il garante delle
tlc guidato da Corrado Calabrò avrebbe avviato una riflessione
interna prima di prendere una decisione definitiva che rischia,
come denunciato dallo stesso
Franco Bernabè
, di ridurre i margini di Telecom, Vodafone,
Wind e H3g proprio prima dell'asta delle frequenze telefoniche
che, inevitabilmente, farà invece aumentare i costi delle
aziende.

E che ci sia spazio per una revisione del taglio delle tariffe, su
cui è in corso una consultazione pubblica, lo ha ammesso
implicitamente anche qualche componente dell'Agcom. La delibera
dell'Authority prevede il raggiungimento della piena simmetria
tariffaria fra tutti e quattro gli operatori nella terminazione
mobile.

Il nuovo percorso di
riduzione tariffaria
, che dovrà avere l'ok anche da
Antitrust e dalla Commissione europea ed entrerà in vigore dal 1*
gennaio 2012 per il periodo 2012-2015, prevede per i tre principali
operatori (Telecom I., Vodafone, Wind) che si passi dai 4,1
centesimi di euro al minuto per il 2012 a 2,6 centesimi per il
2013, 1,6 centesimi per il 2014 e 0,98 centesimi per il 2015.

Per H3g, ultimo operatore entrato sul mercato, l'Autorità
considera invece che per il prossimo biennio sia ancora
giustificata una moderata asimmetria tariffaria rispetto ai
concorrenti.

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