Tim inaugura la sua nuova identità con Poste Italiane con un’offerta che punta al servizio premium, dedicato e personalizzato. Si tratta di Tim Priority, un nuovo modello che aggiunge la possibilità, per chi lo desidera, di scegliere un livello di servizio superiore.
La rete, infatti, riconosce il cliente Priority e gli riserva una gestione prioritaria del traffico per assicurare una qualità più elevata e costante nei momenti e per le applicazioni in cui la prestazione fa la differenza. Si tratta di una corsia preferenziale digitale che si aggiunge alla qualità del servizio di base.
Indice degli argomenti
Tim Priority, una corsia preferenziale ai clienti premium
“La velocità non basta più. Intelligenza artificiale, streaming in alta definizione, cloud gaming, videoconferenze e l’uso contemporaneo di più dispositivi richiedono una connessione stabile, continua e reattiva, soprattutto nei momenti di maggiore congestione. In Italia, negli ultimi anni, il traffico dati è aumentato di oltre il 280% sulle reti mobili e di oltre il 130% su quelle fisse”, afferma l’azienda in una nota.
Con Priority, Tim introduce un cambio di paradigma nel mercato delle telecomunicazioni: finora l’evoluzione della rete ha reso disponibili prestazioni sempre migliori indistintamente a tutti i clienti, adesso la telco istituisce una corsia preferenziale che supera il tradizionale paradigma approccio del best effort.
Labriola: “Con Priority apriamo una fase nuova”
“Per anni innovare la rete ha significato soprattutto offrire più velocità e più Giga a tutti. Con Priority apriamo una fase nuova: la rete diventa capace di riconoscere chi sceglie un livello di servizio superiore e di mettere a sua disposizione le risorse necessarie quando servono. È un cambio di paradigma che supera la logica del best effort e trasforma la qualità della rete in un’esperienza concreta, scelta dal cliente e garantita da Tim. Priority è il primo passo verso una nuova generazione di servizi costruiti intorno alle diverse esigenze delle persone”, dichiara Pietro Labriola, Aamministratore delegato di Tim.
Priority nasce come una piattaforma unica destinata a integrare progressivamente tre dimensioni dell’esperienza: connettività, assistenza e protezione. Il percorso parte da Priority connectivity, con servizi sulla rete fissa e mobile, e proseguirà con Priority care, per rendere più rapidi l’attivazione e il supporto, e Priority protection, con funzionalità dedicate alla sicurezza digitale.
Come funziona Tim Priority
La prima applicazione è WiFi Priority, disponibile per i clienti con connessione in fibra. Il servizio offre priorità del traffico dati in download, tempi di risposta più rapidi e una maggiore regolarità del flusso, con vantaggi soprattutto quando più persone e dispositivi utilizzano contemporaneamente la rete. L’esperienza è pensata per attività che richiedono continuità e bassa latenza, come strumenti di intelligenza artificiale, piattaforme cloud, gaming online, videoconferenze, streaming e creazione di contenuti.
Da ottobre Priority connectivity sarà estesa anche all’intera rete mobile 5G, con particolare valore nei luoghi caratterizzati da un’elevata concentrazione di traffico, come stadi, concerti e grandi eventi, dove migliaia di persone utilizzano contemporaneamente la rete per condividere contenuti, effettuare dirette e accedere ai servizi digitali.
Il servizio, già sperimentato a San Siro in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, sarà reso disponibile anche al Circo Massimo di Roma, negli autodromi di Imola e Monza e al Palazzo dello Sport di Firenze, con l’obiettivo di estenderlo progressivamente ad altre location.
Il modello Priority si estenderà successivamente anche alle altre fasi dell’esperienza del cliente: Fast Delivery ridurrà i tempi di attivazione della fibra con Priority e Fast Assistance assicurerà la presa in carico prioritaria delle richieste di supporto. Nuove funzionalità integrate nell’app MyTim rafforzeranno inoltre la protezione della vita digitale.
Modello customer platform, più valore dalla rete ai servizi
“La qualità della rete emerge soprattutto quando viene messa alla prova. Nei momenti di congestione, in casa come durante un grande evento, Priority permette a chi lo ha scelto di continuare a utilizzare i servizi che contano con un livello di prestazione superiore. È qui che la tecnologia diventa un valore direttamente percepibile dal cliente”, prosegue Labriola.
La telco ha affermato che “Con Priority, Tim rafforza la propria evoluzione verso una customer platform capace di riconoscere le diverse esigenze dei clienti e di combinare rete, assistenza e protezione in un’unica esperienza. Gli investimenti nell’infrastruttura si traducono così in servizi distintivi e in una rete che si adatta alle applicazioni e ai momenti in cui la prestazione conta di più”.
Poste-Tim, la Consob ha approvato l’Opas
Nei giorni scorsi la Consob ha approvato il documento di offerta relativo all’Opas promossa da Poste Italiane sulla totalità delle azioni ordinarie di Telecom Italia, come comunicato dal gruppo guidato da Matteo Del Fante. È iniziata così la nuova era di Tim come parte di Poste, mentre si consolida il ruolo di Poste Italiane come piattaforma di multiservizi bancari, assicurativi, utility e telecomunicazione.
L’operazione ha preso il via lo scorso marzo, quando il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è stato indicato in circa 10,8 miliardi di euro. Tim ha preso atto dell’offerta e, il 23 marzo, ha riunito il consiglio di amministrazione per avviare il processo di valutazione.
La proposta messa sul piatto da Poste prevede una componente mista in contanti e azioni: 0,167 euro cash più 0,0218 nuove azioni Poste per ogni titolo Tim.
Al lancio dell’Opas, il gruppo guidato da Del Fante ha parlato di operazione mirata a dar vita a “un unico Gruppo”, grazie all’integrazione di due tra le principali realtà industriali italiane. Nella visione di Poste, il nuovo soggetto si imporrebbe fin dall’inizio come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.
Nel documento diffuso al mercato, Poste Italiane ha indicato che il gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese, con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, Ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardie oltre 150 mila dipendenti. L’azienda lega questa prospettiva alla convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale, in continuità con il modello di business di“società piattaforma”.
Asset industriali e rete distributiva
Poste ha spiegato che l’integrazione aggiungerebbe alla sua piattaforma una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione rilevante nelle infrastrutture cloud e data center e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana. Un passaggio centrale del razionale industriale riguarda anche la rete distributiva: quasi 13 mila uffici postali, oltre 4 mila punti vendita Tim e una rete di oltre 49 mila partner terzi, insieme a una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi. Nel comunicato viene inoltre richiamata l’App “P” di Poste Italiane, indicata come piattaforma per l’integrazione rapida di nuovi prodotti e servizi.
Come spiegato da Del Fante nella citata intervista al Financial Times, l’operazione punta a valorizzare la complementarità tra i due gruppi. “Poste è stata storicamente un’azienda consumer, Tim è più forte con clienti corporate e pubblica amministrazione”; la combinazione “amplierebbe la nostra base clienti e rafforzerebbe la nostra offerta tecnologica”, delineando un gruppo più integrato e competitivo.
Il gruppo risultante dalla fusione diventerebbe uno dei principali player italiani anche in termini occupazionali, con oltre 150 mila dipendenti, segnando un cambio di scala rilevante nel panorama delle telecomunicazioni e dei servizi.
Le sinergie ante imposte stimate sono pari a circa 0,7 miliardi di euro annui a regime, di cui 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo e oltre 0,2 miliardi a sinergie di ricavo. Poste precisa che il percorso di integrazione industriale e commerciale sarebbe già stato avviato negli ultimi mesi, a partire dall’acquisizione della prima partecipazione in Tim nel febbraio 2025, citando tra gli sviluppi il contratto Mvno, la partnership nel comparto dell’energia e delle polizze assicurative di protezione e ulteriori progettualità congiunte in fase di sviluppo.







Partecipa alla community