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Tiscali licenzia a Cagliari. E mette in vendita la sede di Sa Illetta

Il piano di ristrutturazione dell’Isp mira ad abbattere di 140 milioni di euro l’indebitamento, ora vicino a 200 milioni. Cassa integrazione straordinaria per 130 dipendenti della sede sarda che sarà ceduta entro l’anno

16 Set 2011

Tiscali incontra i sindacati e preannuncia 130 esuberi con il
ricorso alla cassa integrazione straordinaria nella sede di
Cagliari su circa 980 lavoratori del gruppo di tlc guidato da
Renato Soru. L'azienda ha inoltre in programma la cessione
della sede di Sa Illetta, allo scopo di abbattere i costi.
L'obiettivo dell'azienda è la riduzione temporanea dei
costi del lavoro per 7 milioni di euro.

Il piano, secondo l'agenzia Radiocor, prevede oltre alla
vendita entro l'anno della sede di Sa Illetta per contribuire
ad abbattere fino a 140 milioni di euro l'indebitamento, ora
vicino ai 200 milioni. Nel primo semestre il fatturato di Tiscali
è stato di 140,1 milioni di euro con una perdita netta di 17,4
milioni, rispetto al rosso di 12,6 milioni del primo semestre del
2010.

Le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil hanno
incontrato oggi a Cagliari, insieme alle Rsu e alle strutture
territoriali, l’amministratore delegato dell’azienda
Tiscali.

"L’azienda ha annunciato una strategia di rilancio basata
sulla crescita di ricavi connessi a nuovi servizi per rafforzare la
penetrazione dell’Adsl e il mercato degli applicativi online;
strategia che, come sindacato, definiamo 'ambiziosa' e che
per noi dovrà essere oggetto di verifica e confronto costante. In
particolare sarà necessaria la massima trasparenza da parte
dell’azienda e di tutti i suoi dirigenti", dichiara in una
nota Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc/Cgil.

"Accanto ad una politica di crescita dei ricavi, l’azienda
intende inoltre procedere da un lato con ulteriori
reinternalizzazioni e dall’altro con ulteriori tagli e risparmi:
ci saranno 12 milioni di risparmi sulla rete, in particolare sul
bitstreaming; 3 milioni su ip transit; 7 milioni sul costo del
lavoro. L’azienda ha confermato inoltre la volontà di vendere
l’attuale sede per circa 20 milioni di euro, al fine di ridurre
l’attuale indebitamento".

"In particolare – ricorda Genovesi – i 7 milioni di risparmi
sul costo del lavoro, per l’azienda sono da ricavare da un taglio
di 1 milione su dirigenti e quadri e 6 milioni sulle altre aree
aziendali. L’azienda ha evidenziato che per il momento la
riduzione del costo del lavoro ha carattere temporaneo e per questo
è orientata a tradurre tali risparmi nella collocazione in cassa
integrazione straordinaria di parte del personale".

"La priorità del management deve essere il rilancio
dell’azienda e la crescita stabile e strutturale della base
clienti: decideremo con i lavoratori la strategie e le proposte
concrete ed alternative da avanzare all’azienda e le necessarie
iniziative di mobilitazione".

"Siamo ovviamente contrari a scaricare solo sui lavoratori
eventuali errori o ritardi nel piano di rilancio dell’azienda; ad
ammortizzatori sociali drastici che espellano dalla produzione una
parte dei lavoratori. È necessario ricercare soluzioni che
coinvolgano tutti chiedendo sacrifici equi ed in proporzione",
conclude il sindacalista.

"Inoltre è necessario che tutti facciano la propria parte per
sostenere il rilancio di Tiscali a salvaguardia dei livelli
occupazionali sul territorio sardo, a partire dai soggetti pubblici
(Regione) che proprio in queste settimane stanno portando avanti il
progetto per la banda larga sul territorio. Risorse pubbliche che
dovrebbero essere spese per favorire lo sviluppo e l’occupazione
in regione".

"Soru ha speso parole importanti per l'azienda con
l'obiettivo di salvaguardare la forza lavoro, puntando ad usare
degli ammortizzatori come soluzione temporanea ma restano grandi
preoccupazioni", ha detto Giorgio Serao, della Segreteria
nazionale della Cisl.

Oggi ci saranno le assemblee con i lavoratori e presto potrebbe
esserci un nuovo incontro con l'azienda. Durante l'incontro
i vertici della società hanno illustrato la situazione finanziaria
del gruppo e, come risulta dalla semestrale, hanno sottolineato il
significativo indebitamento e la prevista riduzione dei ricavi.

Tiscali punta a un taglio dei costi, a cui contribuirebbe anche la
cessione della sede di Sa Illetta a un fondo immobiliare, un
progetto già preannunciato e che, oggi è stato detto, dovrebbe
chiudersi entro l'anno. "Noi vogliamo a tutti i costi il
salvataggio dell'occupazione – ha aggiunto Serao – e per questo
bisognerebbe richiamare anche l'attenzione delle autorità
locali: tra i progetti della Regione c'è la cablatura della
città, un piano a cui Tiscali potrebbe essere interessata a
partecipare in partnership con Telecom (il gruppo guidato da Franco
Bernabè ha già degli accordi in essere, ndr) e questo –
suggerisce Serao – darebbe una boccata d'ossigeno
all'occupazione".