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Tiscali riparte, l’Antitrust dà l’ok alla cessione Uk

Sì dell’Assemblea all’aumento di capitale. Rosso: “Tiscali sta lavorando ad un processo di snellimento della stuttura sia sul fronte organizzativo sia su quello della governance”

01 Lug 2009

L'Antitrust europeo ha dato il via libera all'acquisizione
delle attività britanniche di Tiscali da parte di Carphone
Warehouse. La società sarda aveva ceduto le attività al gruppo
britannico per 265 milioni di euro. L'operazione, secondo la
Ue, non pone problemi di concorrenza. Carphone Warehouse, che ha
ottenuto il via libera per acquisire Tiscali Uk, vende telefoni
cellulari, connessioni per telefonia mobile e dispositivi connessi
come i laptop. Nel Regno Unito funge da provider di accesso
Internet a banda larga e stretta, operatore di servizi di
telecomunicazione fissa e mobile e operatore virtuale di rete
mobile (MVNO) per privati e imprese. Le attività di Carphone
Warehouse e Tiscali Uk si sovrappongono orizzontalmente nella
fornitura di accesso Internet al dettaglio e all'ingrosso,
nonché nei servizi di telefonia fissa. L'analisi
dell'operazione – precisa la Commissione – si è concentrata in
particolare sul settore nazionale dei servizi a banda larga, dove
l'impresa risultante dalla concentrazione diventerà uno dei
principali concorrenti dell'operatore storico BT.

Tuttavia, l'esame dell'acquisizione – precisa Bruxelles –
"ha dimostrato che nessuno dei mercati sopraindicati
desterebbe preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza".
La nuova impresa "continuerà ad essere in concorrenza con un
certo numero di operatori alternativi forti, tra cui quelli basati
su piattaforma via cavo. Sta inoltre aumentando la concorrenza di
altre tecnologie come le telecomunicazioni mobili".

La cessione comporterà “un’importante minusvalenza” che
“non avrà però conseguenze problematiche per il gruppo” ha
commentato l’Ad Tiscali Mario Rosso a Londra per definire il
closing. Intanto l'assemblea straordinaria degli azionisti di
Tiscali ha approvato le operazioni di riduzione e di successivo
aumento del capitale proposte dal consiglio di amministrazione. In
particolare i soci hanno dato il via libera all'eliminazione
del valore nominale delle azioni ordinarie attualmente in
circolazione. Successivamente l'assemblea ha approvato la
riduzione del capitale sociale da 308,27 milioni a 156,07 milioni
di euro, per assorbire totalmente le perdite rilevate lo scorso 31
marzo. Quindi gli azionisti hanno dato il via libera ai due aumenti
di capitale previsti, uno fino a 190 milioni di euro ed un secondo
aumento per un massimo di 46,5 milioni di euro. I soci infine hanno
delegato il consiglio di amministrazione per un periodo massimo di
3 anni ad eseguire un terzo aumento di capitale, fino ad un importo
massimo di 25 milioni di euro. I primi due aumenti di capitale
saranno offerti al mercato e sottoscritti, rispettivamente, entro
la fine dell'esercizio in corso ed entro il primo trimestre del
2010, mentre il nuovo piano industriale ed il piano finanziario
saranno presentati al mercato “coerentemente con la tempistica
prevista per gli aumenti di capitale e comunque prima
dell'esecuzione degli stessi”.

Il primo aumento da 190 milioni è finalizzato alla copertura di
una parte del debito del gruppo ed è garantito per circa 32
milioni di euro da Renato Soru, azionista di riferimento e
fondatore del gruppo stesso, e per 10 milioni di sterline, 11
milioni di euro circa, da Video Networks International, socio di
minoranza di Tiscali Uk. La quota rimanente è garantita dai
“creditori senior”, che hanno espresso la propria
disponibilità a stralciare una porzione dei propri crediti pari a
0,31 euro. Quanto al secondo aumento, fino ad un massimo di 46,5
milioni di euro, l'importo totale sarà determinato in funzione
dell'ammontare delle sottoscrizioni per cassa del primo
aumento. Quanto al piano industriale di Tiscali “sarà pronto
prima dell'esecuzione dell'aumento di capitale, previsto
per l'autunno”, ha spiegato Mario Rosso, aggiungendo che
Tiscali Italia sta lavorando a un “processo di snellimento della
struttura sia sul fronte organizzativo sia su quello della
governance”, sempre nell'ambito del piano di ristrutturazione
del gruppo, conlcluso il quale "Tiscali continuerà ad andare
avanti da sola, anche se al momento è impossibile fare
previsioni”.