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Trasporto aereo, gli Usa dicono addio ai radar. Arriva il Gps

Con il progetto NextGen i piloti saranno assistiti da navigatori di bordo alla stregua dei veicoli stradali: le informazioni in real time permetteranno atterraggi più veloci e meno consumo di carburante

06 Lug 2011

Radar addio, benvenuto Gps. Dopo oltre 60 anni gli Stati Uniti, con
il programma NextGen, elaborato e gestito dalla Faa (Federal
Aviation Administration) – si apprestano a dire addio alle vecchie
stazioni di controllo per fare spazio al Global Positioning System
che permetterà agli aerei di viaggiare con maggiore sicurezza e
consumando meno carburante. Secondo gli esperti l’iniziativa
rappresenta una svolta epocale in grado di creare "un nuovo
modello di traffico aereo che sarà valido almeno per i prossimi 75
anni".

L'idea alla base del NexGen è semplice: installare nella
cabina di comando un impianto Gps, mettendo il pilota nelle
condizione di guidare il velivolo alla stregua di un’automobile
in grado di selezione il percorso migliore, di avvistare in
autonomia perturbazioni e, infine, di prepararsi per
l'atterraggio solamente a pochi chilometri dalla pista e non
– come accade ora – con mezz’ora di lenta discesa, dispendiosa
in termini di carburante.
Oggi negli Stati Uniti si contano 50mila rotte giornaliere che
corrono lungo corridoi fissi, sorvegliati a terra da 15 mila
stazioni radar.

Entro l’estate il progetto il Parlamento dovrà dare il via
libera. Le Camere stanno valutando se e come coprire i 22 miliardi
di dollari necessari per renderlo pienamente operativo entro il
2020. Una spesa consistente, cui si devono sommare i 20 miliardi di
dollari di investimenti a carico delle compagnie private, da qui al
2025.

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