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Un tesoretto da 6mila brevetti: via all’asta Nortel

Il patrimonio della telco canadese fa gola ai big dell’hi-tech, inclusi Google e Apple. Ma non è l’unico su cui si stanno concentrando le mire: la proprietà intellettuale è un mercato a tutti gli effetti

30 Giu 2011

Le grandi aziende hitech fanno la fila per partecipare all'asta
della proprietà intellettuale hitech di Nortel Networks. Non
stupisce: la telco canadese finita in bancarotta possiede un
portafoglio di 6.000 brevetti, preziosi per sviluppare nuovi device
e tecnologie che potrebbero fruttare miliardi di dollari di vendite
e mettere al riparo da cause brevettuali per centinaia di milioni
di dollari. Per questo i creditori della telco in liquidazione
intendono ricavare dall'asta molto più dei 900 milioni di
dollari messi sul piatto da Google.

Ma l’asta dei brevetti Nortel che ha preso il via lunedì è solo
l'evento più eclatante di un fiorente mercato dei brevetti
hitech dove l’attività ferve da alcuni anni. "Da quando il
mercato è decollato, da circa otto anni, la proprietà
intellettuale è passata dall'essere una risorsa inutilizzata
lasciata in un angolo a asset finanziario primario che può essere
scambiato”, commenta Feisal Mosleh, vice president for
acquisitions di Intellectual Ventures. Fondata dall’ex chief
strategist di Microsoft Nathan Myhrvold, Intellectual Ventures è
ritenuta il più grande acquirente di brevetti in un settore dove
sono presenti altri big come RPX Corp., Acacia Research Corp. e
Allied Security Trust (società di proprietà di aziende come
Hewlett-Packard Co., Ericsson e Intel).

Il cosiddetto "invention capital market", come lo
definisce 

Mosleh, quasi non esisteva dieci anni fa, ma oggi
cresce al ritmo del 25% ogni anno. "Non mancano mai i capitali
quando si tratta di comprare l’invenzione giusta”, spiega.

"C’è un mercato molto attivo e in ottima salute tra le
aziende che vogliono guadagnare soldi in modo nuovo”, aggiunge
Dean Becker, chief executive di Icap Patent Brokerage: un brevetto
non utilizzato può essere proficuamente venduto, per esempio.

La ripresa dell'economia americana negli ultimi 24 mesi,
insieme alla diffidenza degli istituti di credito tradizionali
verso le proprietà non in denaro, ha spinto le aziende
tecnologiche a trattare i loro portafogli di brevetti come asset
finanziari e strategici, continua Becker. "Le persone erano e
sono alla ricerca di fonti alternative di finanziamento”, spiega
Becker.

“Le aziende possono pensare a ottenere valore dalla loro
proprietà intellettuale in modi che non immaginavano prima",
afferma David Descoteaux, managing director di Lazard. “Prima che
si aprisse il mercato dei brevetti, gli unici modi per far fruttare
un brevetto erano realizzare un prodotto e venderlo, dare la
licenza ad altri per fare il prodotto e venderlo, oppure muovere
causa a qualcuno per violazione del brevetto”, spiega Descoteaux.
Oggi invece esiste un ricco mercato di compra-vendita: molto più
conveniente che assegnare le licenze o intentare causa, aggiunge
David Berten, uno dei soci fondatori di Global IP Law Group, che è
anche advisor di Nortel.