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Unbundling, la Ue: ok sul metodo, nì sulle tariffe

Accettata con “riserva” la proposta Agcom sull’aumento dei canoni. La Commissione invita Calabrò a riconsiderare il calcolo dei costi commerciali e per la manutenzione della rete. Kroes: “Prezzi equi per garantire investimenti e consumatori”. Calabrò: “Terremo massimo conto delle indicazioni europee”

21 Ott 2010

Disco verde per la metodologia adottata ma nì sulle nuove tariffe.
In una lettera
inviata all'Agcom la Commissione europea esprime alcune
riserve sulla proposta di aumento delle tariffe per l'accesso
disaggregato alla rete locale (unbundling), per l'accesso
all'ingrosso bitstream (WBA) e per l’affitto delle linee
all’ingrosso (WLR). E invita l'Authority presieduta da
Corrado Calabrò "a riesaminare i propri calcoli utilizzando i
dati di una società efficiente che gestisce una rete in rame di
nuova costruzione".

L'oggetto del "contendere" riguarda il 30% dei costi,
ossia quelli commerciali e di manutenzione. "La Commissione
non ha da eccepire sul modo con cui l'Agcom ha applicato tale
metodologia per stabilire i costi di rete, che rappresentano circa
il 70% dei costi complessivi di accesso – si legge nella nota
emessa dalla Commissione Ue-. Rileva tuttavia che l'approccio
usato per stimare i costi commerciali e di manutenzione non appare
coerente con tale metodologia. Da ciò il rischio che gli operatori
alternativi si trovino a dover pagare prezzi più elevati di quelli
generalmente esigibili per un accesso di alta qualità a una rete
moderna".

La Commissione sottolinea che i prezzi risultanti "dovranno
fornire indicazioni di investimento chiare sia a chi richiede sia a
chi fornisce l'accesso e garantire ai consumatori prezzi equi
per l'accesso all'internet ad alta velocità". Come
previsto dalla normativa UE in materia di telecomunicazioni
l'Agcom è pertanto invitata a "tenere nella massima
considerazione" le osservazioni della Commissione.
"È di fondamentale importanza che il prezzo fatturato dagli
operatori storici delle comunicazioni degli Stati membri
dell'UE ai propri concorrenti per poter accedere alle loro reti
in rame sia equo – commenta bil Commissario Ue all'Agenda
digitale Neelie Kroes -. Un accesso equo rafforza la concorrenza
nei servizi ai consumatori e fornisce corrette indicazioni di
investimento. Invito l'Agcom a riesaminare il calcolo dei
prezzi di accesso di Telecom Italia, applicando in modo coerente il
proprio modello per determinare i costi commerciali e di
manutenzione".

Il previsto aumento dei prezzi è inoltre subordinato al
soddisfacimento da parte di Telecom Italia di determinati requisiti
di qualità fissati dall'autorità di regolamentazione.
"Per quanto riguarda i requisiti di qualità che Telecom
Italia deve soddisfare prima di procedere a un aumento dei prezzi,
la Commissione invita l'Agcom a illustrare con precisione le
richieste presentate a Telecom Italia in modo da garantire la
certezza regolamentare a tutti gli operatori di mercato".

In relazione al caso in oggetto la Commissione sottolinea che
un'autorità di regolamentazione che utilizzi il modello
"bottom-up per la valutazione dei costi incrementali di lungo
periodo" è tenuta ad applicarlo in modo coerente per
riprodurre accuratamente i costi che sarebbero addebitati se i
servizi fossero forniti in modo efficiente tramite una rete in rame
di nuova costruzione in un contesto competitivo. "Tali
modelli, se correttamente applicati, forniscono corrette
indicazioni a tutti i potenziali investitori
nell'infrastruttura di rete (operatori storici o alternativi) e
contribuiscono al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda
digitale per l'Europa, ovvero garantire a tutti gli europei
l'accesso a connessioni internet in banda larga di base entro
il 2013 e in banda larga veloce e ultraveloce entro il
2020".

La lettera della Commissione è stata inviata in applicazione della
procedura "articolo 7" della direttiva quadro in materia
di telecomunicazioni (cfr. MEMO/08/620). "Questa procedura –
puntualizza la Commissione – conferisce alle autorità nazionali di
regolamentazione un ampio margine d'azione per ottenere una
concorrenza effettiva ma esige, al tempo stesso, che esse
notifichino alla Commissione le proprie misure regolamentari onde
garantire la coerenza della normativa in materia di
telecomunicazioni nel mercato unico. Allorché tali misure
riguardano le definizioni dei mercati o le analisi atte a
determinare se uno o più operatori dispongano di significativo
potere di mercato (ossia determinare se si trovano in una posizione
dominante), la Commissione può chiedere all'autorità
nazionale di regolamentazione di ritirare la misura. Se si tratta
invece di misure correttrici (come nel caso in specie), la
Commissione può formulare osservazioni che l'autorità
nazionale di regolamentazione deve tenere nella massima
considerazione".

Nel pomeriggio è arrivata la "risposta" di Agcom:
“L’interlocuzione con la Commissione europea è stata ampia,
approfondita e soddisfacente. La Commissione ha apprezzato il
nostro modello e fornito utili indicazioni per il suo ulteriore
affinamento – commenta il presidente Corrado Calabrò – E’
importante che la Commissione abbia colto la novità di un
meccanismo ad incentivi che condiziona i futuri aggiustamenti,
meccanismo che, come anch’io ho illustrato avantieri al Senato,
va meglio messo a punto”.

L'Agcom puntualizza che "terrà in massimo conto le
osservazioni della Commissione europea e prenderà una decisione
finale nelle prossime settimane". I commenti della Commissione
"confermano la validità del passaggio al modello di costo BU
– LIRC a costi correnti di un operatore efficiente – aggiunge -.
La Commissione sottolinea come l’Autorità nel suo modello si
prefigga di centrare l’obbiettivo di una valorizzazione corretta
degli elementi di rete al fine di stabilire tariffe che possano
effettivamente incentivare gli investimenti. Le osservazioni di
dettaglio della Commissione riguardano la riconciliazione di alcuni
elementi del modello e il meccanismo di controllo della qualità,
al quale sono legati i futuri aumenti al rialzo per il
2011-2012".