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Usa, divieto d’accesso a Huawei e Zte

Le preoccupazioni per la sicurezza nazionale fanno alzare il muro all’ingresso dei due vendor cinesi. L’operatore Sprint Nextel esclude le due aziende dall’appalto per l’ammodernamento di rete

08 Nov 2010

Negli Usa scatta il semaforo rosso per Huawei e Zte. L’operatore
Sprint Nextel ha deciso di escludere le due aziende cinesi
dall’appalto multi-miliardario per l’ammodernamento della
propria rete. Motivo, le crescenti preoccupazioni sui vendor cinesi
per la sicurezza nazionale.

Secondo il Wall Street Journal la dcisione arriva a una settimana
di distanza da una serie di telefonate intercorse tra il segretario
al Commercio Gary Locke e il Ceo di Sprint, Dan Hesse. Pur non
essendo emerso alcun esplicito "no", il tema delle
conversazioni si è centrato però sull'opportunità di
aggiudicare il contratto a un’azienda cinese.

Sprint annuncerà il fornitore entro la fine dell’anno. I due
finalisti al momento sono Alcatel-Lucent e Samsung (il progetto
iniziale prevedeva l’assegnazione del contratto a tre fornitori).
Sprint, che spera in un ribasso delle offerte, punta a un obiettivo
compreso tra i 5 e i 7 miliardi di dollari. Anche Ericsson, che
gestisce le operazioni di rete di Sprint, potrebbe fare
un’offerta.

Le preoccupazioni del Dipartimento di Difesa partono
dall'ipotesi di legami fra le due aziende e il governo cinese.
Il mese scorso un gruppo di quattro parlamentari Usa hanno inviato
una lettera alla Fcc esponendo i rischi derivanti dalla
realizzazione di attrezzature Huawei e Zte negli Usa. Nella lettera
si parlava della possibilità che le due aziende cinesi, sotto
l’influenza del governo militare, potrebbero manomettere switch,
router o software integrato nelle reti di Tlc statunitensi così da
alterare, interrompere o intercettare le comunicazioni.