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Usa, scoppia il caso 3Leaf: “Huawei ceda l’azienda. A rischio la sicurezza nazionale”

Il Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa teme i rischi per le reti informatiche americane. Ma l’azienda cinese non ci sta. E attende il pronunciamento del presidente Obama

15 Feb 2011

Huawei resiste alle richieste del Comitato sugli investimenti
stranieri negli Stati Uniti (Cfius) e non cede gli asset di 3Leaf,
la società americana della tecnologia per server acquisita lo
scorso maggio per 2 milioni di dollari. Il colosso cinese delle
attrezzature telecom, come noto, suscita le preoccupazioni delle
agenzie governative americane per suoi presunti legami con Pechino
e i possibili rischi che ciò porrebbe alle reti di
telecomunicazione americane.

Per questo il Cfius, panel del governo (di cui fanno parte
rappresentati di dipartimenti diversi, dalla Sicurezza nazionale
alla Difesa al Commercio) che passa in rassegna gli accordi con
implicazioni per la sicurezza nazionale, ha subito messo sotto la
lente l'acquisizione cinese di 3Leaf. Completata la revisione
dell’accordo tra Huawei e la società hitech americana, il Cfius
ha suggerito la scorsa settimana al colosso asiatico di cedere
volontariamente 3Leaf: permettere a Huawei e, di conseguenza alla
Cina, di accedere alla tecnologia di 3Leaf potrebbe creare seri
rischi per le reti informatiche americane in una fase in cui
aumenta il ricorso al cloud computing, è stato il parere di 5
membri del comitato (Senatore Repubblicano Jon Kyl, Senatore
Repubblicano Richard Burr, Senatore Democraitico Jim Webb,
parlamentare Repubblicano Ileana Ros-Lehtinen e parlamentare
Repubblicano Sue Myrick).

Huawei ha respinto le implicazioni e rifiutato di cedere 3Leaf,
dichiarando che attenderà la prossima fase dell’iter di
revisione, che prevede un’esame di 15 giorni da parte del
Presidente Obama.

Bill Plummer, vice president Usa per gli affari esterni di Huawei,
ha assicurato che l’azienda sarà felice di fornire maggiori
informazioni sulla propria struttura alla Casa Bianca per
facilitare il suo esame. "Ci farebbe piacere un accordo
trasparente sulla sicurezza nazionale che dia al governo americano
piena conoscenza dei diversi aspetti delle nostre operazioni,
stabilimenti e dipendenti negli Stati Uniti”, ha aggiunto
Plummer.

Huawei è stata fondata da un ex militare dell’Armata di
liberazione popolare cinese e i suoi oppositori sostengono che
l’azienda mantiene egami con i servizi di sicurezza cinesi –
legami che Huawei nega, ma che hanno impedito al colosso asiatico
delle attrezzature telecom di siglare accordi di rilevanza negli
Stati Uniti.