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Video online: nel mercato spazio solo per i big player

Secondo Strategy Analytics il settore generarà entrate per un miliardo di dollari in cinque anni, ma andrà incontro a forte consolidamento. Le piccole aziende destinate a scomparire se non troveranno investitori pronti a sostenerle

14 Giu 2010

I video su Internet sono sempre più popolari e questo vuol dire
che l’industria dei produttori di piattaforme per video online
(Ovp) ha il potenziale per generare grandi guadagni: oltre un
miliardo di dollari in entrate annuali tra cinque anni, secondo
Strategy Analytics.

"Più della metà della popolazione americana guarda video
online regolarmente. L’industria vivrà sicuramente una crescita
rapida e senza soste nei prossimi anni”, afferma l’analista Jia
Wu. "Secondo noi il mercato sarà dominato da pochi grandi
player, mentre molti dei più piccoli usciranno di scena nei
prossimi due anni. Non so se gli investitori e i capitalisti di
ventura che li sostengono vorranno aspettare che diventino
profittevoli”.

E se i soldi sono pochi, e i grandi player assorbono gran parte del
mercato, i produttori di Ovp dovranno offrire qualcosa di più che
una semplice piattaforma di hosting: “I fornitori più piccoli
dovranno trovare il modo di differenziarsi", sottolinea Wu.
Qualche esempio? Veeple, con il suo video interattivo, e Kaltura,
che ha una piattaforma open source, sono due piccoli provider che
offrono ai clienti delle funzionalità in più che altri fornitori
non hanno.

La concorrenza arriva non solo dalle aziende più grandi, ma anche
da altre industrie: “Colossi della tecnologia come Cisco e
Microsoft intensificano le loro iniziative sul mercato delle
piattaforme per online video e i leader del settore come Brightcove
dovranno far fronte a una maggiore pressione", secondo Martin
Olausson, Director of Digital media research di Strategy Analytics.
Anche Verizon e At&t cercano di entrare sul mercato, e lo spazio si
fa sempre più affollato. “Per questo diciamo che è un gioco per
grandi”, conclude Wu: sopravviveranno i big come Brightcove e
Ooyala che, per moltiplicare le entrate, si spingeranno verso i
mercati ancora poco sviluppati, e molto promettenti, di Asia e
Europa dell’Est.

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