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Vodafone, il dietrofront degli azionisti: “Ok alla strategia Colao”

ll piano del manager italiano ha dato i suoi frutti nonostante lo scetticismo di parte dei finanziatori: arginate le perdite e ripresa del business in Europa. Ora l’attenzione è concentrata sul capitolo Verizon Wireless

14 Gen 2011

Il 2011 porta una ventata di serenità per Vittorio Colao: la
strategia delle dismissioni delle partecipazioni di minoranza di
Vodafone e una maggiore attenzione alle aree di business in
sofferenza ha ripagato, placando le critiche degli azionisti
scontenti, come nota oggi il Financial Times. Vodafone ha
registrato un total shareholder return del 22% lo scorso anno,
contro il 5% del settore telecom europeo, e gli investitori sperano
che il colosso britannico continui a marciare nella direzione
intrapresa.

Intanto nelle prossime settimane è attesa la conclusione della
vendita della partecipazione del 44% nell’operatore mobile
francese Sfr, per 7 miliardi di sterline (il compratore è
probabilmente Vivendi, già proprietaria della quota restante). Gli
azionisti Vodafone sperano anche che il 2011 porti a un accordo con
Verizon Wireless, il carrier americano di cui il gruppo britannco
possiede il 45%, affinché l'americana riprenda il pagamento di
dividendi.

Verizon Wireless ha contribuito al 36% degli utili Vodafone
2009-10, ma non ha pesato per niente sul cash flow. Una ripresa del
pagamento dei dividendi nel 2012 potrebbe invece portare a un
aumento del 70% nel flusso di cassa Vodafone nei prossimi tre anni
anni, secondo gli analisti di Citigroup, con un conseguente forte
balzo nei dividendi del carrier britannico.

Gli azionisti sono dunque meglio disposti verso il Ceo Colao di
quanto lo fossero un anno fa, quando mettevano in dubbio la sua
strategia. A luglio un gruppo di azionisti, l’Ontario Teachers’
Pension Plan, ha chiesto l’allontanamento del presidente Sir John
Bond e una ristrutturazione aziendale. Colao è corso ai ripari
vendendo alcune delle partecipazioni di minoranza all’estero di
Vodafone (China Mobile, la giapponese Softbank) e ha avviato un
processo di snellimento del gruppo concentrandosi sulle attività
in Europa, Africa sub-Sahariana e India.

In particolare, Colao ha cercato di riportare alla crescita le
operazioni core europee di Vodafone: nei tre mesi terminati il 30
settembre, le entrate di queste attività sono scese solo dello
0,8% contro un declino del 4,4% nello stesso periodo dell’anno
precedente. In Uk la quota di mercato Vodafone sale, anche grazie
all’Apple iPhone: compito di Colao sarà replicare il successo in
altri Paesi europei, rosicchiando share ai concorrenti, anche se
non sarà facile in mercati come Spagna, Grecia e Portogallo dove
la crisi morde ancora.

Al di fuori dell’Europa occidentale, Colao ha rimesso in sesto la
unit turca di Vodafone, mentre deve ancora risolvere i problemi
regolatori in India, dove il fisco sostiene che l’azienda
britannica debba pagare 1,6 miliardi di sterline per
l’acquisizione, nel 2007, di una quota di controllo di uno dei
più promettenti carrier mobili locali. Vodafone insiste che
sull’operazione non deve pagare alcuna tassa.