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Vodafone: in un libro i primi cento comuni in broadband

L’Ad Bertoluzzo presenta il volume fotografico sull’iniziativa anti-digital gap “Mille comuni”: “Banda larga mobile pronta per il mercato di massa”

17 Mag 2011

"Porteremo la banda larga in un comune italiano al giorno, in
tre anni ne raggiungeremo mille". E' la promessa fatta da
Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone che ha
presentato oggi a Roma, nella sala degli Atti parlamentari della
Biblioteca del Senato, il libro "Mille comuni di Italia in
rete. I primi cento". Il volume è stato voluto per
"festeggiare" il primo traguardo – 100 Comuni – del
progetto anti-digital gap che punta a coprire in banda larga mobile
1000 Comuni in tre anni.

La presentazione è stata l'occasione per parlare di
telecomunicazioni e digital divide ma anche per un'analisi su
una realtà economica e sociale che rappresenta una parte
significativa del sistema produttivo italiano.

"Come azienda abbiamo e stiamo partecipando a molte iniziative
istituzionali – ha aggiunto Bertoluzzo – ma ne abbiamo voluto
promuovere anche una nostra, quella di portare la banda larga ai
comuni che ancora non ce l'hanno, iniziativa seguita anche
dalle istituzioni. Quella che stiamo attraversando oggi è una fase
di grandissima attenzione alle nuove tecnologie e alla banda larga,
stiamo infatti uscendo dalla fase riservata per entrare nel mercato
di massa".

All'avento erano presenti anche dal direttore dell'Ansa,
Luigi Contu, il presidente del Senato, Renato Schifani e del
ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, mentre il
direttore centrale dell'Istat, Giovanni Barbieri, ha tenuto
l'analisi introduttiva del dibattito, sottolineando che
"ci sono buone notizie sulla banda larga: tra il 2009 e il
2010 si è passati dal 34,% al 43% è aumentato anche l'accesso
ad Internet da parte delle famiglie, dal 47% al 53%". Sempre
secondo i dati Istat ad utilizzare di più la rete sono
imprenditori e dirigenti con un 85% contro il 60% degli operai,
percentuale che è cresciuta maggiormente in un anno, più 10%,
rispetto al più 6% dei dirigenti".