Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

MERCATI

Wall Street, frenano le telco dopo il rinvio del merger tra Sprint e T-Mobile

Il rallentamento del mercato e il rischio di uno stop della Fcc al consolidamento pesano sui risultati in Borsa delle quattro principali telco americane

29 Mar 2019

Antonio Dini

At&T chiude a -1,2%. Verizon -3%. Sprint -6,1 e T-Mobile -4.3%. È il bollettino di una giornata pesante per le telco statunitensi, soprattutto se paragonata ai principali indici di Wall Street: lo S&P 500 e il Nasdaq, che segnano entrambi un valore leggermente positivo. E, a differenza di At&T, che è rimasta in negativo (-12,8%) per tutto il 2018, le tre telco principali americane negli ultimi 12 mesi hanno sempre giocato sul lato positivo, con una crescita del 23,1% per Verizon, 16,5% per Sprint e 13,6% per T-Mobile.

Secondo gli analisti, la giornata negativa è dovuta sostanzialmente alla notizia che l’accordo per la fusione tra Sprint e T-Mobile avrebbe conseguenze molto pericolose sul mercato per le due telco se dovesse incontrare un parere contrario da parte dei regolatori del mercato. Bloomberg ha infatti scoperto che Sprint ha comunicato in via riservata ai regolatori che l’azienda non ritiene di poter competere in maniera efficace nel mercato se la fusione dovesse essere bloccata. Ma la sua posizione secondo Bloomberg sarebbe stata accorta con scetticismo da parte dei regolatori. In buona sostanza, ci sarebbe il rischio – per ora solo ventilato e in maniera molto indiretta – che il merge possa incontrare il disco rosso da parte dei regolatori.

Se l’accordo tra Sprint e T-Mobile verrà invece approvato, il mercato delle telecomunicazioni si ridurrà da quattro a tre operatori wireless di valenza nazionale negli Usa. Mentre i critici temono che ciò danneggi la concorrenza, le due aziende più piccole sostengono che saranno in grado di utilizzare la loro potenza combinata per aiutare gli Stati Uniti a realizzare reti 5G più veloci e competere in modo più efficace con i due principali player, At&T e Verizon. Restringere il campo a tre attori infatti potrebbe sollevare il settore in generale aumentando la capacità di fare prezzi concorrenziali.

La Fcc aveva messo in pausa l’accordo per 180 giorni, per rivedere l’accordo di fusione da 26 miliardi di dollari. Secondo quanto ha riportato Reuters, la decisione è dovuta al fatto di voler dare più tempo per raccogliere tutti i commenti sull’accordo. La Fcc ha detto che prende questa tipo di iniziativa in genere dopo che uno dei richiedenti la fusione ha presentato nuove informazioni “sostanziali” e che si aspetta che il processo riprenda all’inizio di aprile.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5