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Wi-fi libero, Vito: “Il governo ha mantenuto le promesse, ora tocca agli operatori”

Il ministro dei rapporti con il Parlamento risponde alla Lanzillotta durante il question time alla Camera: “Il ministero degli Interni ha adottato tutte le iniziative di sua competenza. Spetta ai gestori adottare le misure per garantire l’accesso”. Ma la deputata Api chiede l’intervento dell’Agcom: “Circolano voci su nuove restrizioni all’accesso libero”

09 Feb 2011

“Il Governo ha mantenuto gli impegni rendendo libero e gratuito
l'accesso alla rete internet: sono state infatti immediatamente
tolte tutte le restrizioni previste dal decreto Pisanu del 2005”.
Con queste parole il  ministro per i Rapporti con il Parlamento,
Elio Vito, ha risposto al question time in
programma oggi alla Camera. “Nel decreto legge approvato il 29
dicembre scorso – ha spiegato Vito – è stata inserita una
disposizione che proroga fino al 31 dicembre 2011, solo per gli
internet point, l'obbligo della preventiva richiesta di licenza
al questore. Non è invece più necessaria la licenza per tutte
quelle attività che mettono a disposizione internet quale servizio
meramente accessorio. Sono state inoltre abrogate le disposizioni
che prevedevano l'identificazione degli utenti, il monitoraggio
delle operazioni e l'archiviazione dei dati”.

Dunque – ha proseguito il ministro – “tutte le iniziative di
competenza del ministero dell'Interno sono state adottate; gli
altri adempimenti, in pratica la liberalizzazione, spettano agli
operatori e gestori sia pubblici che privati che dovranno adottare
le misure per l'accesso gratuito alla rete WiFi”.
L’interrogazione era stata inoltrata da Linda
Lanzillotta
, che chiedeva chiarimenti sulla
liberalizzazione. “Pur avendo il decreto per sua natura,
immediata efficacia, l'accesso alle reti WiFi non risulta
affatto liberalizzato – aveva rimarcato la deputata dell’Api –
anzi circolerebbero voci circa l'inserimento di norme che
introdurrebbero nuove restrizioni all'accesso alla rete e che
sarebbero in corso di adozione con la legge di conversione del
decreto Milleproroghe".

Dopo la risposta del governo per bocca di Vito, la Lanzillotta ha
contro-risposto che, alla luce del permanere di blocchi non ancora
rimossi al libero accesso alla rete senza fili, la competenza
dovrà passare all'Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni. “Non è possibile che operatori e gestori facciano
barriera costituendo un'ulteriore restrizione alla
liberalizzazione che è una condizione per la diffusione dei
servizi online – ha concluso – In un momento in cui bisogna
pensare alla crescita senza spesa pubblica lo sviluppo
dell'Agenda digitale e l'accesso alla rete dovrebbe essere
innanzitutto una preoccupazione del governo".

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