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Wifi, decreto Pisanu verso la cancellazione?

Iniziativa legislativa bipartisan per abrogare le regole che limitano l’adozione delle reti wireless aperte in Italia: l’articolo 7 obbliga i gestori di pubblici esercizi a richiedere l’identificazione degli utenti per l’accesso. Promotori Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzillotta (Api) e Luca Barbareschi (Fli)

06 Ott 2010

Si chiama “abrogazione delle norme recanti limitazioni
dell'accesso ad Internet”. Ed è la proposta di legge bipartisan che
mira ad abrogare l’articolo 7 del decreto Pisanu
(Dl. n. 144 del 2005, poi convertito con legge n. 155 del 31 luglio
2005 – Misure urgenti per il contrasto al terrorismo
internazionale) che obbliga un gestore di pubblico esercizio a
richiedere l'identificazione da parte dei suoi avventori per
l'accesso alla Rete a mezzo WiFi.

Promotori dell'iniziativa il responsabile delle Comunicazioni
del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta (Api) e
Luca Barbareschi, appena nominato responsabile Tlc di Futuro e
Libertà per l'Italia (Fli).
"In nessun Paese al mondo esiste una norma come questa – ha
spiegato la Lanzillotta, nel presentare l’iniziativa presso la
Sala Stampa di Montecitorio -. Abbiamo effettuato studi dai quali
emerge che l'utilità effettiva di dell'articolo 7 come
strumento anti-terrorismo è marginale. L’unico effetto,
decisamente negativo, è quello di frenare l’innovazione in un
Paese che sconta ancora forti ritardi”. “Non va dimenticato –
ha ricordato la deputata Api – che Internet è una leva
fondamentale per la modernizzazione di un Paese”.

I promotori dell’iniziativa chiederanno alla Commissione
Trasporti e Tlc della Camera di inserire all’ordine del giorno la
proposta per un confronto nel merito per evitare che la norma (la
cui scadenza è prevista per la fine del 2010 ndr) venga inserita
nel decreto Milleproroghe al vaglio del governo.

“Oggi gli utenti sono costretti a presentare un documento di
identificazione ai gestori degli Internet poit e i gestori, invece,
a tenere una sorta di anagrafica degli users – ha sottolineato
Gentiloni -. Il tutto con un eccesso di burocratizzazione che,
oltre a non stimolare la diffusione del Web, frena anche lo
sviluppo di microimprese come sono gli Internet point. Un po’
troppo per un governo che ha un ministro alla Semplificazione e che
vuole fare l’impresa in un giorno!”.

A parlare della questione dell’identificazione di coloro che
usano il Web, tema importante non solo nella prevenzione al
terrorismo internazionale, ma anche in reati come la
pedopornografia e più in generale l’hackeraggio, è Luca
Barbareschi. “Certamente è una norma che va abrogata – rimarca
– sia perché non ha dato i risultati sperati sia perché frena
l’alfabetizzazione e la cultura digitale. Detto questo è anche
importante ricordare che la questione dell’identificazione di chi
usa la Rete è dirimente e va affrontata al più presto, prima con
un’azione politica e poi con un provvedimento legislativo ad
hoc”.

Nonostante non fosse presente nessun esponente, anche il Pdl sembra
orientato all’abrogazione dell’articolo 7.  “Il Governo
decida oggi di non prorogare ulteriormente l'efficacia del
decreto Pisanu”, chiedono i Club della Libertà.

Si evitino – si legge in una nota – “provvedimenti intermedi o
parzialmente risolutivi, abrogando l'intero Articolo 7 della L.
155/2005 insieme ad ogni sua successiva integrazione, liberando
così il Paese da uno dei lacci che ne frenano la crescita,
consentendo quello sviluppo dell'alfabetizzazione digitale che
da smartphone e nuovi dispositivi come l'Ipad può avere un
nuovo impulso”.

“Con questo appello al Governo, apparso oggi sul sito dei Club
della Libertà – si legge – l'Associazione chiede libertà di
poter installare e gestire reti senza fili, come avviene in
moltissimi Paesi europei”.

“A oggi un sistema per garantire l'identificabilità di chi
accede alla Rete, a prescindere se via cavo o via access point WiFi
– conclude – è uno dei grandi problemi che affliggono Internet
tutta, e non è un tema solo italiano. Ma visto che ad oggi non
esiste una soluzione funzionante e non frenante l'uso del
mezzo, e dato che si tratta di un problema di sistema, è
inopportuno tentare nuovamente la strada della soluzione casalinga,
visti gli effetti già sortiti, mentre è il caso di allinearsi
immediatamente alla libertà di connessione e allo sviluppo della
rete WiFi presente negli altri Paesi europei”.