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Wimax in cerca di rilancio. In arrivo il pc che si collega alla rete

Copertura in ritardo, ma gli operatori che hanno investito nelle licenze sperano nell’appoggio del ministero dello Sviluppo economico per salvare il business

25 Nov 2010

Wimax in cerca di rilancio, nonostante i ritardi di copertura degli
operatori. Lo scrive Panorama Economy, presentando la novità a cui
sta lavorando Linkem, società di telecomunicazioni fra i pionieri
nello sviluppo del Wimax ma anche del wi-fi. Si tratta di "un
pc portatile capace di collegarsi senza fili a internet tramite la
rete Wimax, che consente di 'spargere' per chilometri via
radio la connessione a banda larga da rete fissa, come avviene oggi
con il wi-fi", si legge nell'articolo. Il primo pc
portatile con scheda Wimax incorporata in Europa sarà lanciata sul
mercato italiano fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011,
grazie a un accordo siglato nei mesi scorsi con la Intel. 

Fiducioso Davide Rota, amministratore delegato di Linkem, forte di
un finanziamento di 24 milioni di euro ottenuto da una corda di
banche capeggiata da Unicredit: "Il business sta perfettamente
in piedi – dice Rota la gestione di un'antenna raggiunge il
break even con 60 clienti e ripaga i costi con 120".

Nel complesso la situazione del Wimax non è particolarmente
allegra. Il bacino potenziale della tecnologia sarà ridotto dal
boom della trasmissione dati su rete mobile. A due anni
dall'assegnazione delle frequenze, poi, "solo una parte
degli operatori sembra in grado di soddisfare gli obblighi di
copertura previsti dal bando di gara". I termini scadono il 30
novembre prossimo: ma sembra improbabile il ritiro delle licenze a
chi non è in regola. Secondo Panorama Economy, i tecnici del
ministero dello Sviluppo economico stanno lavorando a un criterio
che salvi le regole senza mettere in ginocchio le aziende
interessate. La soluzione è prevista per l'inizio di dicembre
sarà accolta con soddisfazione dalle aziende che hanno creduto nel
Wimax, come l'umbra Ariadsl e la milanese Retelit. Che hanno
versato rispettivamente 47,5 e 23,3 milioni di euro solo per le
licenze.