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Wind ammette l’impasse: “A rischio la fusione con Vimpelcom”

Khaled Bichara, Ad di Wind Telecom, getta la maschera: il nodo dell’arbitrato di Telenor va risolto entro marzo, altrimenti l’operazione va a monte 

17 Feb 2011

Wind ammette che l’operazione Vimpelcom è a rischio. Lo scrive
oggi Milano Finanza, precisando che “la holding del miliardario
egiziano Naguib Sawiris ha in qualche modo ammesso che
un’ingiunzione della norvegese Telenor per bloccare il takeover
della russa Vimpelcom su Wind potrebbe mandare a monte
l’iniziativa”.

Nel dettaglio, è stato Khaled Bichara, amministratore delegato
della Wind Telecom (la società nel mirino di Vimpelcom) a dire che
“se la questione non viene sbloccata entro la fine di marzo
rischia di mandare a monte l’operazione”. Le affermazioni di
Bichara sono state riportate dalla stampa egiziana e sarebbero
state scritte in un’e-mail interna del gruppo Orascom. La
società “vorrebbe al più presto chiudere questa operazione –
ha scritto il manager, che è anche Ceo di Orascom – per potersi
dedicare ad altri business rilevanti”.

Telenor ritiene che la proposta di acquisizione di Wind da parte di
Vimpelcom non porterà grandi benefici agli azionisti del gruppo
russo. A dirlo, Fredrik Baksaas, Ceo dell’operatore norvegese che
detiene il 40% di Vimpelcom, ribadendo la sua opposizione
all’operazione. E proprio per difendere la propria posizione
nella società russa, Telenor si è detta pronta ad acquistarne
azioni per complessivi 2,7 miliardi di dollari, dopo aver
presentato una petizione alla Commercial Court di Londra per un
provvedimento inibitorio che garantisca la messa in garanzia di
quelle azioni fino alla conclusione del procedimento arbitrale che,
ancora i norvegesi, hanno lanciato il 28 gennaio e che, a detta del
Ceo, potrebbe durare addirittura 18 mesi.

L’arbitrato potrebbe potenzialmente far deragliare l’operazione
da 6 miliardi dollari per l’acquisto di Wind. Ieri, presentando i
dati del quarto trimestre Baksaas ha ribadito che Vimpelcom
“dovrebbe concentrarsi sul suo core business russo piuttosto che
acquistare Wind”.