Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Wind appesa al filo del “rosso” di Sawiris

L’azionista egiziano gravato dai debiti sta cercando di fare cassa cedendo Djezzy in Algeria. Ma se l’operazione salta, l’unico asset vendibile resterebbe la telco italiana

01 Lug 2010

Con la sua forza finanziaria, ormai rilevante grazie alla numerosa
clientela e ai costi snelli, Wind si è candidata insieme a
Vodafone e a Fastweb a creare in Italia la nuova rete di
telecomunicazioni in fibra ottica per la banda larga alternativa a
Telecom (o complementare ad essa). Ma se per sostenere questi
eventuali futuri investimenti Wind dovesse attendere a sua volta il
sostegno del proprio azionista di controllo, il gruppo Weather
Investissments che fa capo alla holding Orascom del magnate
egiziano Naguib Sawiris, avrebbe ben poco da sperare. Perché da
più parti l'impero Orascom fa acqua, oppresso dal peso dei
debiti.

E’ questa l’analisi tracciata da Italia Oggi che parla di un
vero “enigma” che grava sulle prospettive di Wind di
partecipare al progetto italiano per la fibra ottica. Solo due
giorni fa è arrivata la notizia di un'ennesima
ristrutturazione finanziaria per Wind Hellas, la “costola”
greca dell'impero Weather, che ha ben 1,7 miliardi di euro di
finanziamenti in scadenza. Ci sono sul mercato 356 milioni di euro
di bond Wind Hellas con scadenza 2013 che veleggiano a bassissimo
prezzo, con un rating "C" da Fitch. E la società sta
trattando una rinegoziazione delle sue scadenze con i
creditori.

“Ma è un po' questo il destino di Sawiris”, secondo Italia
Oggi: il magnate egiziano “è cresciuto grazie a un uso
spericolato della leva finanziaria, usata a man bassa anche per
l'acquisizione di Wind: combattere con i debiti, e pagarli
pompando soldi dalle aziende interamente controllate”.

Oggi il terzo gestore italiano, sotto l’esperta guida di Luigi
Gubitosi, può vantare ottimi conti 2009, con ricavi in crescita
del 5,2%, un ebitda di oltre 2 miliardi di euro (pari al 36% dei
ricavi), utile netto a 308 milioni, 572 milioni di generazione di
cassa, 18,4 milioni di clienti di telefonia mobile, 2 milioni nella
telefonia fissa voce e 1,64 di banda larga fissa.

“Ma è l'azionista al piano superiore che non può
snocciolare dati comparabili a questi”, secondo Italia Oggi.
“Quindi, se è credibile che Wind prosegua negli investimenti
diretti (nel 2009, 915 milioni di euro, +15% sul 2008), non è
facile che possa sottrarsi al destino di ‘mucca da mungere’ che
il suo azionista di maggioranza assoluta ha bisogno di
appioppargli”.

Sulla holding del “Faraone”, come è stato ribattezzato Sawiris
dai media di mezzo mondo, grava dunque un'enorme quantità di
debiti. A gennaio 2013 dovrà ripagare 2 miliardi di euro ai fondi
di private equity che investirono nel 2008 in Weather Investments.
Dove li prenderà?

Le uniche aziende vendibili del gruppo – cioè quelle redditizie
– sono proprio Wind in Italia e Djezzy in Algeria, una compagnia
mobile che vanta un ebitda di circa il 40%. Il gruppo telefonico
sudafricano Mtn ha aperto una trattativa con Weather per comprare
Djezzy, offrendo – pare – ben 7,8 miliardi di dollari, e dopo
le prime indiscrezioni la trattativa è stata confermata
ufficialmente. Ma sull’operazione pesa l’ostilità del governo
algerino ed è chiaro, conclude Italia Oggi, che se la cessione di
Djezzy saltasse, mentre i debiti continueranno a incalzare, il
gruppo Orascom-Weather potrebbe essere costretto a rimettere sul
mercato l'altro “gioiello”, Wind. Il che riaprirebbe i
giochi sull'assetto delle telecomunicazioni italiane.