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Zte e Huawei, è guerra aperta sui brevetti Lte

Alla denuncia intentata da Huawei in Germania, Francia e Ungheria, Zte risponde con un’azione legale in Cina per violazione del copyright sulle tecnologie 4G

02 Mag 2011

È guerra “legale” tra Huawei e Zte. Dopo che Huawei, lo scorso
venerdì aveva annunciato di aver denunciato Zte per violazione dei
brevetti, ora tocca alle seconda rispondere pan per focaccia. Zte
ha infatti intrapreso un’azione legale contro la concorrente per
violazione dei brevetti sulle tecnologie cellulari wireless Lte di
quarta generazione. Nell’azione legale, Zte chiede che Huawei
cessi di porre in essere tali violazioni, indennizzi e si assuma le
proprie responsabilità legali causate da tali violazioni. La
società intraprenderà inoltre una serie di azioni legali a
livello globale per proteggere i propri diritti di proprietà
intellettuale, a garanzia che i suoi legittimi diritti e interessi
non vengano compromessi.

“La società – si legge in una nota diffusa – ritiene che il
rapido sviluppo delle innovazioni nel mercato globale delle
telecomunicazioni sia strettamente correlato alla collaborazione
attiva tra Zte e le altre società di telecomunicazioni in tutto il
mondo. Zte collabora inoltre con le organizzazioni di standard
internazionali tra cui Itu, 3Gpp e 3Gpp2 per la realizzazione di
reti di comunicazione unificate e interoperabili. Zte detiene una
posizione di leadership e ha contribuito in maniera significativa
all’operato di tali organizzazioni”.
“Nel primo trimestre del 2011 – ricorda ancora la nota – il
numero di domande di brevetti Pct da parte di Zte era il più
elevato del mondo”.

L’azienda ritiene che la concorrenza sui brevetti non dovrebbe
costituire fonte di concorrenza tra le aziende. Zte rispetta i
diritti di proprietà intellettuale di titolarità di altre
aziende, senza però smettere di proteggere i propri.
Lo scorso venerdì Huawei invece aveva denunciato Zte in Germania,
Francia e Ungheria contro Zte che avrebbe violato alcuni brevetti
relativi a tecnologie Lte e usato il brand senza
autorizzazione.

L'azione è stata avviata dopo che Zte ha rifiutato la proposta
di accordo fatta da Huawei per lo scambio di licenze e
brevetti.
"La proprietà intellettuale, per Huawei, è tra le risorse di
maggior valore. Per questo motivo ci sentiamo in dovere verso i
nostri utenti finali e soci di impegnarci al massimo per proteggere
queste risorse in ogni giurisdizione – aveva commentato Song
Liuping, rappresentante legale dell'azienda – Dovunque queste
pratiche illecite si verifichino, faremo il necessario per
assicurarci che l'uso della proprietà intellettuale di Huawei,
da parte delle altre società, si basi sull'accettazione di
protocolli e pratiche internazionali".

Zte, da canto suo, si era detta sorpresa dell’azione legale
intrapresa sdalla collega cinese, sottolineando in una nota di
“rispettare e conformarsi senza alcuna riserva alle leggi ed ai
regolamenti relativi ai brevetti internazionali, e nega con
fermezza di aver violato alcun marchio e brevetto. Zte è sempre
disponibile a portare avanti trattative in buona fede, ma si
riserva il diritto di intraprendere a sua volta azioni legali in
situazioni come questa per difendere i suoi interessi e quelli dei
suoi clienti”.

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