SMART CITY. "Modello Torino"

SMART CITY

Il sindaco Piero Fassino punta in alto: la città si candida a smart city europea e il cantiere dell'innovazione è già in pieno fermento. Anche grazie al "gemellaggio" cn Lione e Monaco di Baviera

di Andrea Granelli, Pierciro Galeone
Entro poco tempo Torino diventerà una città attenta ai processi di business intelligence per la conoscenza, l’ambiente, la qualità sociale, la mobilità. In una parola, Torino diventerà Smart City, grazie ad un programma di lavoro sviluppato in stretta collaborazione con le città di Lione e di Monaco di Baviera.
Il ruolo e il peso di questo progetto saranno discussi nel corso della giornata di apertura del salone “Dna.italia - Tecnologia, Cultura, Economia per il Patrimonio”, in programma dal 3 al 5 novembre 2011 al Lingotto Fiere di Torino (www.dnaitalia.it), dedicata alla presentazione delle “città intelligenti” nel loro contesto di trasformazione e valorizzazione culturale.

Per diventare Smart City non si pensa ad un singolo progetto, ma a un insieme di azioni che renderanno Torino “città intelligente” in grado di produrre alta tecnologia, ridurre i consumi energetici degli edifici, promuovere trasporti puliti, migliorare in generale la qualità della vita dei suoi abitanti. Questi i principali assi operativi:
Economia della conoscenza: la piattaforma Torino Smart City amplierà responsabilità, coralità e penetrazione dell’innovazione nel tessuto urbano di Torino. La contaminazione di esperienze tra centri di ricerca, università, industrie, professionisti, cittadini, amministratori, costituirà il punto di forza per una nuova economia urbana.

Qualità sociale: le competenze sviluppate a Torino da istituti universitari, ricercatori, professionisti innovativi, sono chiamate a un grande sforzo per allestire e sperimentare su larga scala nuove soluzioni, sistemi, tecnologie di miglioramento della qualità della vita nella città. È un impegno che contribuirà a formare una nuova classe dirigente in grado di gestire i nuovi orizzonti di intelligence urbana.

Inclusione sociale: il “sociale” non è solamente un risvolto del progetto ma insieme l’obiettivo e il metodo di lavoro. La città si sta alleando con pochi grandi gruppi industriali per vincere e gestire importanti bandi europei in modo verticale e dare solidità imprenditoriale alle iniziative di innovazione; parallelamente, compenserà le azioni “dall’alto” con importanti e numerose iniziative di concertazione a vantaggio delle comunità locali.

Mobilità sostenibile: reti stradali a gestione intelligente, fonti rinnovabili decentrate per la ricarica di batterie, infomobilità, combustibili alternativi, nuovi veicoli, accessibilità, intermodalità, eco-guida: sono gli ambiti di ricerca e sviluppo che impatteranno in modo significativo sul tessuto urbano, sui flussi di traffico e, al tempo stesso, sulle strutture di governo della città.

Qualità dell’ambiente urbano: energie rinnovabili, eco-building, quartieri a alta sostenibilità ambientale rappresentano gli assi di sperimentazione con le maggiori dotazioni finanziarie a livello Europeo: il 25% dei fondi dell’attuale “Programma Quadro” sono orientati infatti all’energia. Le previsioni per il prossimo programma di finanziamento indicano un forte orientamento sulle piattaforme tecnologiche, nelle quali prevale l’aspetto della sostenibilità energetica dei sistemi, dei processi, del territorio.

Living Lab: Torino potrà diventare una vera e propria piattaforma di sperimentazione: un “living lab” su cui verificare in scala reale le applicazioni, confrontarle, misurarle negli impatti sociali e economici, e proporre - inizialmente per tutta la città e successivamente alla regione - gli esiti della sperimentazione. In tal quadro, va segnalato il progetto Ict “Cruscotto sulla sicurezza urbana”: una piattaforma informativa trasversale rispetto alle competenze del Comune, aperto alla rilevazione di informazioni utili allo sviluppo di politiche sulla sicurezza. Il “cruscotto” gestisce un insieme di indicatori che descrivono e valutano le condizioni e la percezione della sicurezza del territorio comunale, per supportare la presa di decisioni. Lo strumento è già accessibile online da parte dei soggetti - nei diversi settori comunali - interessati alle politiche e alle azioni in merito di qualità della vita e sicurezza. Il sistema è in grado di rilevare in modo dinamico e georeferenziato i fenomeni di insicurezza, tutte le variabili (territoriali, strutturali e infrastrutturali, socio-demografiche e socio-economiche) che possono condizionare la sicurezza sul territorio e si basa su informazioni provenienti dal web - dai social network ai siti istituzionali del Comune e di altri Enti - al fine di poter monitorare la percezioni della sicurezza dei cittadini.

03 Ottobre 2011