Lavoro, per i giovani lo stipendio vale meno dell'innovazione

NUOVE GENERAZIONI

Secondo i risultati del Cisco Connected World Technology Report 2011, nella scelta del posto di lavoro i nuovi professionisti danno maggior peso alla possibilità di utilizzare Internet, social media e smartphone rispetto al salario

di Federica Meta
Poter utilizzare i social media, i dispositivi mobili e Internet più liberamente sul posto di lavoro influenza la scelta professionale, a volte più dello stesso stipendio. La tendenza è evidenziata dal Cisco Connected World Technology Report 2011 – lo studio ha censito 2800 studenti universitari e gioavi professionisti di 14 Paesi - che racconta quanto sia profonda l’esigenza di lavorare da remoto con una maggiore flessibilità nell’accesso alle informazioni da dispositivi e reti di propria scelta da parte della forza lavoro di prossima generazione. L'esigenza, che si inquadra nella crescente correlazione tra Internet, la cultura dei lavoratori, e vantaggi competitivi delle imprese, è in controtendenza con l’ambizione a salari più alti dei dipendenti più vecchi e sta mettendo alla prova la tranquillità delle aziende di pari passo con l’ingresso di forza lavoro della generazione del nuovo millennio.

"I risultati nel Cisco Connected World Technology Report forniscono uno spaccato di vita reale sulla modalità in cui le informazioni sono accessibili da studenti universitari e giovani professionisti IT, e su come le comunicazioni aziendali stanno cambiando di conseguenza – sottolinea Sujai Hajela, Vp and general manager, wireless networking business unit, Cisco - Oltre all'impatto sulle comunicazioni aziendali, lo studio evidenzia come la prossima generazione di dipendenti e le loro esigenze tecnologiche sono in grado di influenzare le decisioni di lavoro, le assunzioni e una nuova concezione di lavoro e vita privata. Il modo in cui le imprese risponderanno a queste esigenze influenzerà inevitabilmente il loro vantaggio competitivo e il successo nelle risorse umane. Non è più solo una tendenza tecnologia - è un trend di business."

Tra gli studenti universitari e i giovani lavoratori di età inferiore ai 30 anni intervistati, uno su tre (33%, percentuale che sale al 38% in Italia) ha affermato che, nell’accettare un’offerta di impiego, avrebbe dato priorità alla libertà di fruire dei social media, alla flessibilità per quanto riguarda i dispositivi e alla mobilità del lavoro rispetto allo stipendio, indicando che le aspettative e le priorità della prossima generazione di lavoratori non è principalmente legata al denaro.
La connettività mobile, la flessibilità nell’uso dei dispositivi e la commistione tra vita privata e lavoro sono considerati elementi di connotazione dell’ambiente e della cultura di lavoro che sono sempre più centrali per determinare verso quali società approderà la prossima ondata di talenti.

Più di due studenti universitari (40%, 33% in Italia) e giovani lavoratori (45%, 49% nel nostro Paese) su cinque hanno affermato che accetterebbero un impiego a un salario inferiore ma con una maggiore flessibilità sulla scelta di dispositivi, uso dei social media, e mobilità rispetto a un lavoro meglio pagato ma con minore flessibilità.
Il 56% degli universitari a livello globale – in Italia la percentuale è del 53% - nel nostro Paese) non accetterebbe una proposta di lavoro se si impedisse l’uso di Facebook & co; il 16% a livello globale e il 16% a livello Italia, invece, accetterebbe il lavoro ma s metterebbe subito all’opera per aggirare le restrizioni aziendali.

"Questi risultati tra gli studenti universitari e i giovani lavoratori – rimarca Sheila Jordan, Vp Communication and Collaboration, Cisco - indicano che la libertà di accedere a social media e utilizzare i dispositivi è sempre più importante per la prossima generazione di lavoratori in tutto il mondo - in alcuni casi, più importante dello stipendio. I risultati del Cisco Connected World Technology Report dicono alle aziende che devono riconoscere questo come un dato di fatto, e rispondere di conseguenza - per molte industrie, lo status quo degli ambienti di lavoro di ieri sta diventando ormai un ricordo del passato".

Due intervistati su tre (64%) hanno affermato che prevedevano di informarsi sulle policy relative all’utilizzo dei social media durante i colloqui di lavoro, e uno su quattro complessivamente (24%, 30% in Italia) ha detto che sarà un elemento essenziale nella loro decisione di accettare l'offerta. In realtà, più di due dipendenti su cinque (41%, 42% in Italia) hanno ammesso che le loro aziende hanno contrattato delle policy flessibili sui dispositive e i social media per farli accettare.

Quasi un terzo dei dipendenti a livello globale (31%, 34% in Italia) ritiene che il loro livello di comfort con i social media e i dispositivi sia stato un fattore determinante nelle loro assunzioni - un segnale che le aziende riconoscono il valore che la generazione del Millennio apporta utilizzando la tecnologia a vantaggio dell’efficienza e della competitività dell’azienda.

Il report focalizza l‘attenzione anche sull’influenza dell’accesso da remoto e della flessibilità d’orario nella scelta del lavoro Per quei dipendenti cui è vietato accedere a reti aziendali e applicazioni remotamente, la ragione principale è data dalle policy aziendali (48% che in Italia sale al 56%), tra cui l'influenza della cultura aziendale e la resistenza a consentire una cultura di comunicazione più distribuita.

Nonostante questo, i dipendenti desiderano maggiore flessibilità nel lavoro. Almeno uno su quattro (29%, 40% in Italia) a livello globale ha dichiarato che l'assenza di accesso remoto potrebbe influenzare le loro decisioni professionali, come ad esempio lasciando le aziende il più presto possibile, diminuendo la produttività o declinando offerte di lavoro definitivamente.
Infine l’importanza dei dispositivi mobili e delle info lì conservate. Metà degli studenti universitari e dei giovani lavoratori (49%, un po’ meno in Italia con il 41%) ha affermato che preferirebbe perdere il portafoglio o la borsetta piuttosto che lo smartphone o il dispositivo mobile.

L’epoca di un dispositivo a testa sono finiti. Più di tre dipendenti su quattro (77%, 74% di Italiani) dispongono di più dispositivi, come ad esempio un computer portatile e un telefono o smartphone e un computer. Un dipendente su tre a livello globale (33%, 30% in Italia) utilizza almeno tre dispositivi per il lavoro.

In linea con i risultati riportati, la maggioranza degli studenti universitari a livello globale - sette su 10 (71%, 77% in Italia) - crede che i dispositivi loro assegnati dall’azienda dovrebbero poter essere utilizzati anche per uso personale a causa della commistione tra comunicazioni di lavoro e personali nel loro stile di vita quotidiano.
Quattro studenti universitari su cinque (81%, 82% in Italia) desiderano poter scegliere il dispositivo per il loro lavoro – anche acquistandolo direttamente con rimborso spese o portando il proprio dispositivo personale oltre a quello standard aziendale.

Circa sette dipendenti su dieci (68%, 69% nel nostro Paese) sono convinti che le aziende dovrebbero permettere loro di accedere ai social media e a siti personali con i loro dispositivi aziendali. Più di quattro studenti universitari su 10 a livello globale (42%) ritengono che le aziende devono essere flessibili e comprendere la loro necessità di rimanere in contatto attraverso i social media e siti personali.

02 Novembre 2011