Battiferri: "Porteremo in rete i principali distretti industriali"

L'INTERVISTA

Il Direttore Top Clients di Telecom Italia fa il punto sugli investimenti in cloud: 110 milioni di euro in campo per spingere la crescita della nuvola. Si parte dalle aree ad alta concentrazione di imprese

di Mila Fiordalisi
Telecom Italia spinge sull’acceleratore per la diffusione del cloud con Nuvola Italiana. Questo l’obiettivo per il 2012. L’azienda ha messo sul piatto circa 110 milioni per ampliare la rete e per l’infrastruttura informatica. “Stiamo investendo molto sulla rete - spiega Simone Battiferri, Direttore Top Clients di Telecom Italia -. In dettaglio 65 milioni saranno utilizzati per ampliare la capacità di trasporto ed i nodi di rete, i cosiddetti pop, e 45 milioni per le attività informatiche. Investimenti che si aggiungono ai 55 milioni già spesi quest’anno. E ulteriori 3 milioni sono già stati destinati alla comunicazione per Nuvola Italiana”.

Battiferri, come state procedendo? Il potenziamento della rete quali aree geografiche riguarda?
Partiamo dai distretti industriali: il nostro obiettivo è potenziare la connettività nei principali distretti nazionali. Siamo convinti che è necessario partire dalle aziende e soprattutto nelle aree dove queste si concentrano maggiormente, che in alcuni casi si trovano in zone con copertura di rete che non reputiamo sufficiente per l’utilizzo efficace del nostro cloud.

Nuvola Italiana ha compiuto un anno: quali sono i risultati raggiunti?
Circa 1500 nostri clienti sono già migrati al cloud, un ottimo risultato. E di questi un quinto, quindi circa 300, sono pubbliche amministrazioni. Fra le aziende sono quelle della categoria Pmi ad essersi mosse con maggiore rapidità, ma nel portfolio ci sono anche alcune grandi organizzazioni. Le Pmi sono molto interessate al cloud perché i benefici in termini di risparmio sulle infrastrutture hardware e sull’efficienza operativa sono immediati. Riguardo alle grandi aziende le procedure sono più complesse poiché ci sono maggiori vincoli di legacy e poi bisogna fare i conti con le risorse infrastrutturali già in campo, frutto di ingenti investimenti. In generale questa tipologia di aziende sta optando per il cosiddetto hybrid cloud che prevede la migrazione iniziale sulla nuvola di una parte delle risorse e delle funzioni, mentre le Pmi scelgono direttamente soluzioni “full” cloud, più convenienti alle loro esigenze.

E le pubbliche amministrazioni?
La PA è il soggetto che più può beneficiare dall’adozione del cloud. I risparmi economici sono notevoli - da un minimo del 20% fino a oltre il 60% - e fra l’altro l’adozione della nuvola permette di risolvere il problema del deficit di competenze IT interne che è uno dei principali ostacoli all’adozione delle nuove tecnologie. Abbiamo registrato grande interesse, ma non sempre è possibile passare all’azione con rapidità: ci sono questioni di legacy e il tema non è solo tecnologico. Per velocizzare la macchina bisogna agire sui processi interni.

Che “insegnamento” avete tratto da questo primo anno?
Intanto ci tengo a sottolineare che Telecom Italia è stata fra le prime aziende al mondo a dare vita ad una “nuvola” su misura di imprese. È stato un anno importante e ne è uscita rafforzata la nostra convinzione che per il decollo del cloud non si può prescindere dalla rete. Il cloud è l’unione della componente informatica e di quella di rete: riteniamo quindi che parlare di cloud computing sia fuorviante. Abbiamo eliminato la parola computing e il nostro nuovo claim è “l’unico cloud con la rete dentro”. Telecom Italia può garantire la messa in opera essendo dotata di tutte le risorse necessarie e soprattutto di quelle di rete. Il cloud ha bisogno di connessioni di qualità, e quindi di prestazioni a bassa latenza più che di capacità in termini di Mb.

Avete rinnovato l’offerta, quali sono in dettaglio le novità?
Mobile cloud, virtual desktop e storage sono i tre pilastri: di fatto abbiamo già molte applicazioni, circa una quarantina, destinate ai lavoratori “mobili” ossia alla work force. Vogliamo accrescere il numero di funzionalità disponibili. Abbiamo un progetto molto ambizioso: creare un marketplace dedicato alle aziende che includerà tutte le app del nostro catalogo, offerte insieme con i partner, acquistabili direttamente online. Riguardo al virtual desktop crediamo che sia rivoluzionario soprattutto per la clientela medio-grande poiché porta benefici ingenti in termini di gestione del parco macchine, problema particolarmente sentito proprio dalle aziende di una certa dimensione.

Ci saranno sinergie con Olivetti?
La collaborazione è molto forte e riguarda anche la gestione documentale. Già oggi sull’Olipad sono disponibili una ventina di app mobili di Nuvola Italiana e il numero è destinato ad aumentare.

Quali sono gli obiettivi di biz per il 2012?
Ci aspettiamo una forte crescita, sicuramente double digit.

14 Novembre 2011