Web-economy, nel Lazio crescono fatturato e occupazione

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Secondo McKinsey ammontano a 33mila i nuovi posti di lavoro e i ricavi complessivi del comparto sono aumentati del 5,5%. Ma la difficoltà di accesso alla banda larga e la mancanza di servizi digitali nelle PA rappresentano due grossi ostacoli

di F.Me.
L'economia digitale del Lazio regge bene l'impatto della crisi. A dirlo la ricerca "L'economia digitale: un'opportunità per l'Italia e per il Lazio'', elaborata da Mckinsey & Company, secondo cui il contributo netto di posti di lavoro creati dal Web nella regione, nel 2009, è stato di 33mila unità: ben 1,9 posti di lavoro creati ogni posto perso, una percentuale superiore a quella italiana (1,8).

Nel Lazio l'economia digitale è un comparto in espansione, anche se attualmente con un peso minoritario nella percentuale totale del Pil regionale (1,5% nel 2009 per un valore pari a 2,6 miliardi di  euro). In Italia il dato è pari all'1,7% del Pil per un valore pari a 26 miliardi di euro.

Tra le criticità la ricerca evidenzia similitudini tra il Lazio e il resto d'Italia per quanto riguarda l'insufficiente accesso alla  banda larga - la scarsa qualità delle infrastrutture non permette di far fronte alla domanda digitale emergente - la poca  propensione all'e-commerce, oltre a una limitata divulgazione dei  servizi online della pubblica amministrazione. A questo proposito è utile sottolineare che l'Italia nel 2010 è risultata al primo posto nella Ue a 27 quanto a  potenziale offerta di servizi digitali pubblici, ma il loro utilizzo è ancora molto basso.

Le aziende laziali attive sul Web hanno avuto una crescita media del fatturato del 5,5% (in Italia è del 9,8%) a fronte di una contrazione del 4,1% (in Italia è dello 0,3%) di quelle che non investono nelle nuove tecnologie. Le aziende del Lazio attive sul Web presentano anche una quota delle esportazioni sul fatturato più che doppia e circa il 50% in più di margine operativo rispetto alle aziende poco attive sul Web.

16 Novembre 2011