Digital "transformation", aziende al palo

CAPGEMINI CONSULTING

Secondo Capgemini Consulting solo un terzo delle società a livello globale ha messo in campo progetti ad hoc: la mancanza di competenze specifiche e i problemi culturali frenano l'innovazione

di F.Me.
Aziende in ritardo nella “trasformazione digitale”. La fotografia è scattata dallo studio “La trasformazione digitale: una guida per le organizzazioni miliardarie”, realizzato da Capgemini Consulting secondo cui solo solo un terzo delle società sta già adottando un programma efficace a livello globale. “Nonostante l’influenza pervasiva della tecnologia digitale – spiega il report - finalizzata ad una maggiore produttività ed efficienza, ad un miglioramento della customer experience e del modo in cui le persone interagiscono e collaborano all’interno di un’organizzazione, la maggior parte delle società non sfrutta ancora il suo potenziale trasformativo, rischiando di restare indietro rispetto ad organizzazioni più lungimiranti”.

Lo studio, basato su 157 interviste a senior executive di società globali dislocate in 15 Paesi e con un fatturato annuo superiore a 1 miliardo di dollari, ha valutato la maturità delle organizzazioni in termini di trasformazione digitale, partendo dal presupposto che la maturità si compone di due dimensioni: il "cosa" e il "come".

Il "cosa" è costituito dagli elementi specifici implementati dall'organizzazione ai fini di una trasformazione digitale, compresi investimenti nella customer experience, nei processi operativi e nella responsabilizzazione dei lavoratori.
Il "come" è il modo in cui le organizzazioni guidano la trasformazione attraverso project governance, coinvolgimento della forza lavoro e meccanismi di misurazione. Secondo George Westerman del Mit, ricercatore che ha collaborato alla relazione, “questi due elementi sono alla base dell'alchimia della trasformazione digitale. Solo le aziende che hanno sviluppato entrambe le dimensioni possono guidare una trasformazione digitale efficace che apporta un valore significativo al business.”

Tra i fattori che contribuiscono a guidare la trasformazione digitale: a guidare il cambiamento sono soprattutto le pressioni esercitate dai concorrenti (72%) e dai clienti (70%), dal momento che le società cercano di trovare nuove strategie per assicurarsi un vantaggio competitivo e soddisfare le mutevoli aspettative dei clienti. Lo studio, ha portato alla luce anche i principali fattori interni che ostacolano la trasformazione digitale: mancanza di competenze (77%), problemi culturali (55%), IT inefficace (50%).

“Nonostante il clamore suscitato dalle nuove tecnologie innovative – spiega Andrew McAfee del Mit - come i social media o il mobile, la maggior parte delle società deve fare ancora molta strada verso la trasformazione digitale. Indipendentemente dal fatto che si utilizzino tecnologie innovative o tradizionali, la chiave per la trasformazione digitale consiste nel cambiare il modo in cui opera la società. Si tratta quindi di una sfida a livello di gestione, persone e tecnologia.”

Secondo Alberto Bazzi, Marketing, Sales & Service Practice Leader di Capgemini Consulting,“la tecnologia digitale ha la capacità di migliorare le performance ed il raggio d'azione di un'azienda in maniera radicale, ma questa trasformazione implica la capacità di un cambiamento organizzativo che l'adozione di nuove tecnologie comporta. Questo studio ci ha mostrato che, mentre molti sono convinti della forza delle pratiche aziendali basate sul digitale, il successo sarà possibile solo con una visione strategica e una leadership dettate da un programma di trasformazione coeso.”

12 Dicembre 2011