Sgi: "Agenda digitale, vietato fermarsi"

L'APPELLO

L'associazione Stati Generali dell'Innovazione si appella al governo che verrà: "Concentrare attenzione e risorse sul digitale". Riflettori puntati su riforma del modello di lavoro e sulle politiche di genere

di F.Me.

Qualunque sia il nuovo Governo, le politiche per l'innovazione devono entrare nelle sue priorità come prerequisito imprescindibile per favorire il rilancio del sistema-paese. L'appello è lanciato dagli Stati Generali dell'Innovazione secondo cui è cruciale concentrare attenzione e le ppche risorse disponibili sull'innovazione digitale.

"L'innovazione digitale in Italia è spesso concepita come un ambito circoscritto, strettamente tecnologico - spiega l'associazione - Un settore. Nulla di più sbagliato. Si tratta del futuro sociale e produttivo del nostro Paese. Si tratta della qualità della vita di tutti noi. L’impatto innovativo delle tecnologie della comunicazione e della conoscenza è trasversale a tutti i settori economici e costituisce una spinta competitiva fondamentale.

Gli Stati Generali dell'Innovazione  chiede dunque che i punti sulle politiche dell'innovazione digitale rientrino nelle priorità programmatiche del nuovo governo, un governo che possa promuovere un programma di pochi punti in grado di recepire il chiaro messaggio di cambiamento che ha dato l’elettorato.

Sottolineando il fatto che "sui temi dell’innovazione digitale nei mesi di campagna elettorale sono emersi più punti di condivisione" che possono fare da base  "per la definizione di un programma di governo condiviso, concreto e di cambiamento.", Sgi chiede che "insieme alla lotta alla corruzione e alle misure per la trasparenza nella politica i punti  condivisi sulle politiche dell'innovazione siano parte fondamentale dei piani del nuovo governo e chiediamo ai parlamentari innovatori di sostenere e impegnarsi in questa fondamentale battaglia". Tra i punti chiave, oltre all'alfabetizzazione digitale, scuola, open government, commercio elettronico, l'associazione rilancia su "riforma modello del lavoro con riferimento esplicito all’economia della conoscenza, open innovation, messa in rete della filiera dell'innovazione, l’innovazione sociale, politiche dell’innovazione sensibili alle differenze a partire da quelle di genere".

In occasione della campagna elettorale l'associazione ha promosso una “Carta d'Intenti per l'Innovazione”, finalizzata all'identificazione di un insieme di priorità programmatiche su cui recepire l'impegno dei candidati alle prossime elezioni politiche e regionali. Una Carta che ha raccolto l'adesione di centinaia di cittadini, amministratori, imprese, associazioni e di oltre ottanta candidati alle ultime elezioni. L'avvio, finalmente, di una “comunità dei politici innovatori”.

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Marzo 2013

TAG: agenda digitale, stati generali dell'innovazione, carta di intenti

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