Rivoluzione per Pc e server, da Intel Labs il chip a 48 core

PROCESSORI

Il chip "futuristico", per ora un prototipo, consente prestazioni elevatissime con un basso consumo di energia. E' un processore talmente intelligente che potrebbe permettere l'interazione visiva uomo-macchina. Nello sviluppo, importante contributo di Intel Labs Europe

di Patrizia Licata
E’ ancora in fase sperimentale, ma il nuovo processore Intel presentato dai ricercatori di Intel Labs potrebbe rivoluzionare la progettazione di notebook, Pc e server. Questo chip futuristico con 48 core, denominato "single-chip cloud computer", ha un numero di motori di elaborazione circa 10-20 volte superiore rispetto agli attuali processori Intel Core più diffusi.

Il prototipo contiene 48 core di elaborazione Intel pienamente programmabili (per fare un confronto, i chip di nuova generazione che Intel introdurrà nel 2010 contengono da sei a otto core), il numero più elevato finora raggiunto in un singolo chip di silicio. Il prototipo include inoltre una rete ad alta velocità su chip per la condivisione di informazioni, oltre a tecniche di gestione del consumo di energia completamente nuove che rendono possibile un'efficienza estremamente elevata per tutti i 48 core, con un consumo di appena 25 watt in inattività o di 125 watt quando operano alle massime prestazioni (equivalente circa a quello degli attuali processori Intel e di appena due lampadine standard per uso domestico).

Questi chip serviranno ad aggiungere caratteristiche ampiamente scalabili ai futuri computer, favorendo lo sviluppo di categorie interamente nuove di applicazioni software e interfacce uomo-macchina. Il prossimo anno Intel prevede di coinvolgere vari collaboratori di settore e università distribuendo almeno 100 di questi chip sperimentali per la ricerca pratica nello sviluppo di nuove applicazioni software e nuovi modelli di programmazione.

Equipaggiati con un chip del genere, per esempio, i futuri notebook potrebbero essere dotati di una capacità visiva simile a quella degli esseri umani, per vedere oggetti e movimenti in tempo reale e con un'elevata accuratezza. Questo tipo di interazione potrebbe portare a eliminare la necessità di tastiere, telecomandi o joystick per i videogame. Secondo alcuni ricercatori, i computer potrebbero anche essere in grado di leggere le onde cerebrali, consentendo agli utenti di impartire i comandi semplicemente pensandoli, senza parlare.

Intel Labs ha soprannominato il chip sperimentale "single chip cloud computer" perché ricorda l'organizzazione dei data center utilizzati per creare un "cloud" di risorse informatiche tramite Internet. I cloud data center sono costituiti da decine di migliaia di computer collegati tramite una rete fisicamente cablata, che distribuiscono attività complesse e set di dati di notevoli dimensioni in parallelo. Il nuovo chip di ricerca sperimentale di Intel si basa su un approccio analogo, anche se tutti i computer e le reti sono integrati in una singola piastrina di silicio Intel, con una riduzione significativa della quantità di computer fisici necessari per creare un cloud data center.

“Con un chip come questo possiamo immaginare un cloud data center del futuro caratterizzato da un'efficienza energetica di gran lunga superiore rispetto alle attuali soluzioni, con un significativo risparmio di risorse in termini di spazio e costi energetici”, ha dichiarato Justin Rattner, direttore di Intel Labs e Chief technology officer di Intel. “Nel corso del tempo, prevediamo che questi concetti avanzati trovino una loro collocazione nei dispositivi mainstream”.

Il chip “futuristico” rappresenta il risultato più recente ottenuto dal programma di ricerca Intel nel campo del computing su scala tera, per realizzare futuri chip con decine o centinaia di core. È stato creato in collaborazione dai centri di ricerca di Intel Labs di Bangalore (India), Brunswick (Germania) e Hillsboro, Oregon (Usa). Intel Brunswick, parte di Intel Labs Europe, ha progettato il core del processore. Il team tedesco, responsabile delle attività di validazione dell'intero chip, ha applicato una tecnologia proprietaria di emulazione di microprocessori che ha consentito al team internazionale di testare i progetti software e hardware prima dell'effettiva realizzazione del chip. In questo modo è stato possibile dimezzare i tempi di progettazione.

03 Dicembre 2009