Tripoli: "Più Ict nel futuro di Industria 2015"

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Il capo dipartimento  del Mse fa il punto sul programma. "Abbiamo attivato bandi per assegnare incentivi pari a 570 mln di euro. E nei prossimi mesi spingeremo ancora di più sull'IT per far crescere il potenziale delle aziende italiane"

di Federica Meta
Era stato voluto dall’ex ministro allo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, per rilanciare l’Italia in settori considerati abilitanti, poi era stato temporaneamente messo da parte dall’attuale governo che aveva concentrato l’attenzione nella modernizzazione della PA per trainare l’innovazione di tutto il sistema Paese. Ora Industria 2015 è tornato alla ribalta: il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola, lo ha più volte portato come esempio di politica pubblica. Ma a che punto è il progetto? A fare il punto sullo stato dell’arte e sulle possibilità si sviluppo, Giuseppe Tripoli, capo dipartimento Impresa e Internazionalizzazione del Mse.
Dottor Tripoli a che punto è Industria 2015?
I progetti di innovazione industriale finora adottati riguardano le tre aree tecnologiche di “efficienza energetica”, “mobilità sostenibile” e “nuove tecnologie per il made in Italy”. In tale ambito sono stati attivati tre bandi per assegnare incentivi a imprese ed enti di ricerca per complessivi 570 milioni di euro, risorse destinate alla realizzazione di progetti per lo sviluppo di prodotti ad elevato grado di innovazione tecnologica. I risultati sono soddisfacenti: i due bandi già conclusi (efficienza energetica e mobilità sostenibile) hanno consentito di assegnare 380 milioni di euro a 55 progetti,  che coinvolgono 588 imprese e 185 enti di ricerca, con investimenti previsti per circa 1 miliardo di euro.  In questi ambiti saranno sviluppati interessanti innovazioni: il motore alimentato con celle a idrogeno e pannelli fotovoltaici, sistemi infotelematici per la gestione della mobilità; nel campo dell’efficienza energetica è prevista la realizzazione di  elettrodomestici ad alta efficienza, materiali innovativi per l’edilizia e l’architettura bioclimatica, motori industriali elettrici a basso consumo. Per il bando “Made in Italy”, cui sono destinati 190 milioni di euro, i progetti da finanziare saranno individuati a breve, a conclusione della seconda fase di valutazione, attualmente in corso; i progetti pre-selezionati sono stati 237 a fronte di 429 domande presentate, coinvolgendo 1846 imprese e 659 enti di ricerca. 
Quali sono i progetti che più riguardano l’Ict?
L’Ict è presente in molte dei filoni di innovazione indicati nei bandi finora emanati, in quanto costituiscono tecnologie abilitanti trasversali.  Ci sono però alcune tematiche in cui l’ambito Ict è più direttamente coinvolto, come fattore caratterizzante dell’innovazione: si pensi ad esempio al bando per la mobilità sostenibile nelle parti riguardanti i “Sistemi per la mobilità sicura ed integrata fra veicoli ed infrastrutture per il trasporto di persone e/o merci”e i sistemi per la “gestione del trasferimento intermodale di persone e/o merci nei nodi di scambio tra “l’ultimo miglio” marino e il “primo miglio” terrestre”; i progetti finanziati in queste due aree prevedono investimenti per circa 170 milioni di euro. Quanto al bando “Made in Italy”, sono direttamente rivolti  all’Ict i temi progettuali riguardanti le macro aree della “cooperazione produttiva” e del “presidio strategico dei mercati”, che presuppongono spesso lo sviluppo di piattaforme altamente sofisticate. Tra i progetti già ammessi alla seconda fase di valutazione, quelli appartenenti all’area Ict prevedono investimenti per oltre 760 milioni di euro. Se poi consideriamo il settore di appartenenza delle imprese che hanno partecipato ai bandi, circa il 20% di tali imprese opera nel campo Ict.
Quali saranno i prossimi passi del programma?
Si proseguirà con l’adozione dei progetti di innovazione industriale per le aree riguardanti le “tecnologie della vita” e  le “tecnologie per i beni e le attività culturali e turistiche”. Sono in corso i rispettivi iter di approvazione, che prevedono la concertazione con le amministrazioni interessate e con la Conferenza Stato-Regioni.  La Legge Sviluppo n.99/2009, promossa dal Ministro Claudio Scajola, ha confermato inoltre il programma, innovandolo con l’individuazione di nuove aree tecnologiche:  l’Ict, l’aerospazio e le tecnologie per l’ambiente. Questa normativa, peraltro, prevede anche un meccanismo di “aggiornamento” delle aree tecnologiche, proprio nell’intento di assicurare  una ricalibratura continua degli interventi per mantenere up to date lo strumento dei Progetti di Innovazione Industriale rispetto alle esigenze del sistema imprenditoriale.
Il ministro Scajola ha avviato iniziative a supporto dell’hi-tech nelle Pmi  del valore di 12,5 milioni e contratti di innovazione tecnologica per 2 miliardi di euro. Come si inseriscono - se si inseriscono - queste azioni all’interno di Industria 2015?
La logica comune che collega questi strumenti è sicuramente quella di spingere le imprese al raccordo ed alla collaborazione con il sistema della ricerca.  Una politica industriale per il rafforzamento della competitività del Paese deve, infatti, far leva su un comune denominatore, quello di spingere al massimo sull’innovazione, anche se diversificata per tipologie di settori e dimensione aziendale.
In che direzione andranno le propssime iniziative del ministero della Sviluppo economico?
Diciamo che il faro sarà la Legge Sviluppo. Daremo ampia diffusione al contratto di rete, uno strumento fortemente innovativo che mira a rafforzare la competitività delle Pmi attraverso nuove modalità di aggregazione e collaborazione, consentendo anche a un’impresa di piccole dimensioni di affrontare, con nuove strategie e strumenti che agendo singolarmente non si potrebbe permettere, le sfide del mercato globale. Inoltre c’è la necessità del riordino del sistema degli incentivi, in modo da razionalizzare gli interventi oggi esistenti, in un’ottica di semplificazione e di massimizzazione della loro efficacia, snellendo le procedure istruttorie a carico delle imprese ed utilizzando quanto più possibile il canale telematico.

22 Febbraio 2010