Outsourcing IT, India e Cina leader ma attenzione alle new entry

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Nella top ten Gartner dei siti offshore più attraenti si fanno largo a sorpresa Indonesia, Vietnam, Malesia, Filippine

di Patrizia Licata
Nell’Asia Pacifico, India e Cina restano le sedi offshore che garantiscono i maggiori risparmi e il miglior servizio alle aziende che danno in outsourcing l’It e i processi di business. Alcuni Paesi della regione stanno tuttavia facendo notevoli investimenti nel settore e cominciano a offrire un’alternativa credibile. Lo afferma la nuova ricerca della Gartner, intitolata “10 Leading locations for offshore services in Asia Pacific and Japan for 2010”. Nel report la società analizza le caratteristiche e il potenziale di diverse nazioni dell’Asia Pacifico come sede di servizi offshore.

“Nazioni come la Malesia, le Filippine e il Vietnam hanno rafforzato la loro posizione rispetto ai leader e l’Indonesia è entrata nella top 10 per la prima volta”, nota Jim Longwood, research vice president della Gartner. “Alcuni di questi Paesi hanno investito molto e fatto leva sulla crescente domanda di servizi a basso costo. La crisi finanziaria globale ha costretto molte aziende a porre rinnovato accento sull’ottimizzazione dei costi”. La top 10 delle destinazioni leader per i servizi offshore in Asia Pacifico trova dunque al primo posto l’India, ma la Cina è una rivale sempre più temibile e si affacciano Paesi emergenti come Malesia, Indonesia, Filippine, Tailandia e Vietnam, dove gli ostacoli sono ancora tanti ma i costi molto attraenti.

L’India continua a crescere in termini di esportazione di servizi It, ma la sua quota relativa sul totale mondiale è scesa come risultato dell’emergere di nuovi mercati: negli ultimi 12 mesi molti Paesi si sono dati da fare per consolidare o migliorare il proprio posizionamento come location per servizi offshore, nota la Gartner. In India comincia anche a delinearsi qualche problema, come l’inflazione dei salari, questioni di ordine geopolitico e irregolarità finanziarie.

“Dato che l’India domina il settore, gli altri Paesi che vogliono ritagliarsi una fetta del mercato stanno focalizzando la loro strategia su servizi di nicchia come call center, logistica e altre funzioni di back-office in cui potrebbero avere il vantaggio della vicinanza fisica rispetto a Paesi maturi come Australia, Hong Kong e Singapore,” afferma Longwood. I Paesi “alternativi” stanno migliorando la propria capacità di rispondere in modo mirato alla domanda di servizi locali da parte dei clienti asiatici di mercati più maturi.

L’Indonesia è la new entry della top 10 di quest’anno grazie alla crescita del suo ruolo sia nell’It offshore che nei business services, all’abbondanza della forza lavoro e alla consolidata presenza di alcune multinazionali già in altri settori industriali. Il Pakistan è invece uscito dalla classifica dei primi dieci, non solo perché scalzato dai progressi di altri Paesi ma anche per l’instabilità politica.

La crisi finanziaria globale e le fluttuazioni della valuta americana restano un problema per vendor e clienti offshore. L’attrattiva di molti Paesi è stata ridimensionata dalle oscillazioni dei tassi di cambio delle varie monete rispetto al dollaro Usa. Altre questioni da affrontare per le aziende che usano l’outsourcing e operano a livello globale sono quelle della “security, protezione dati e Ip e compliance”, sottolinea Longwood.

Anche per questo mercati maturi dell’Asia Pacifico, come Australia, Singapore e Nuova Zelanda, che offrono risparmi limitati, continuano ad essere attraenti per la lingua, la situazione politica ed economica, la compatibilità culturale, la maturità del sistema legale, la sicurezza, la difesa dei dati, della proprità intellettuale e della privacy. Il Vietnam, per contro, che ha un voto di “eccellente” sui costi, ha punteggi molto bassi su tutti gli altri criteri, soprattutto per quanto riguarda proprietà intellettuale, sicurezza e privacy. Insieme a Tailandia e Filippine, il Vietnam ha voti bassi anche per il quadro politico-economico. “Spendere poco è importante, ma anche la situazione a livello politico e economico preoccupa le aziende che spostano alcuni servizi offshore”, sottolinea la Gartner.

Oltre ai Paesi della top 10, la società di ricerche consiglia di puntare gli occhi su altri quattro mercati: Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh e Nord Corea. Non sono ancora il posto ideale per l’outsourcing, ma ci stanno lavorando.

25 Marzo 2010