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Outsourcing IT, India e Cina leader ma attenzione alle new entry

Nella top ten Gartner dei siti offshore più attraenti si fanno largo a sorpresa Indonesia, Vietnam, Malesia, Filippine

25 Mar 2010

Nell’Asia Pacifico, India e Cina restano le sedi offshore che
garantiscono i maggiori risparmi e il miglior servizio alle aziende
che danno in outsourcing l’It e i processi di business. Alcuni
Paesi della regione stanno tuttavia facendo notevoli investimenti
nel settore e cominciano a offrire un’alternativa credibile. Lo
afferma la nuova ricerca della Gartner, intitolata “10 Leading
locations for offshore services in Asia Pacific and Japan for
2010”. Nel report la società analizza le caratteristiche e il
potenziale di diverse nazioni dell’Asia Pacifico come sede di
servizi offshore.

“Nazioni come la Malesia, le Filippine e il Vietnam hanno
rafforzato la loro posizione rispetto ai leader e l’Indonesia è
entrata nella top 10 per la prima volta”, nota Jim Longwood,
research vice president della Gartner. “Alcuni di questi Paesi
hanno investito molto e fatto leva sulla crescente domanda di
servizi a basso costo. La crisi finanziaria globale ha costretto
molte aziende a porre rinnovato accento sull’ottimizzazione dei
costi”. La top 10 delle destinazioni leader per i servizi
offshore in Asia Pacifico trova dunque al primo posto l’India, ma
la Cina è una rivale sempre più temibile e si affacciano Paesi
emergenti come Malesia, Indonesia, Filippine, Tailandia e Vietnam,
dove gli ostacoli sono ancora tanti ma i costi molto attraenti.

L’India continua a crescere in termini di esportazione di servizi
It, ma la sua quota relativa sul totale mondiale è scesa come
risultato dell’emergere di nuovi mercati: negli ultimi 12 mesi
molti Paesi si sono dati da fare per consolidare o migliorare il
proprio posizionamento come location per servizi offshore, nota la
Gartner. In India comincia anche a delinearsi qualche problema,
come l’inflazione dei salari, questioni di ordine geopolitico e
irregolarità finanziarie.

“Dato che l’India domina il settore, gli altri Paesi che
vogliono ritagliarsi una fetta del mercato stanno focalizzando la
loro strategia su servizi di nicchia come call center, logistica e
altre funzioni di back-office in cui potrebbero avere il vantaggio
della vicinanza fisica rispetto a Paesi maturi come Australia, Hong
Kong e Singapore,” afferma Longwood. I Paesi “alternativi”
stanno migliorando la propria capacità di rispondere in modo
mirato alla domanda di servizi locali da parte dei clienti asiatici
di mercati più maturi.

L’Indonesia è la new entry della top 10 di quest’anno grazie
alla crescita del suo ruolo sia nell’It offshore che nei business
services, all’abbondanza della forza lavoro e alla consolidata
presenza di alcune multinazionali già in altri settori
industriali. Il Pakistan è invece uscito dalla classifica dei
primi dieci, non solo perché scalzato dai progressi di altri Paesi
ma anche per l’instabilità politica.

La crisi finanziaria globale e le fluttuazioni della valuta
americana restano un problema per vendor e clienti offshore.
L’attrattiva di molti Paesi è stata ridimensionata dalle
oscillazioni dei tassi di cambio delle varie monete rispetto al
dollaro Usa. Altre questioni da affrontare per le aziende che usano
l’outsourcing e operano a livello globale sono quelle della
“security, protezione dati e Ip e compliance”, sottolinea
Longwood.

Anche per questo mercati maturi dell’Asia Pacifico, come
Australia, Singapore e Nuova Zelanda, che offrono risparmi
limitati, continuano ad essere attraenti per la lingua, la
situazione politica ed economica, la compatibilità culturale, la
maturità del sistema legale, la sicurezza, la difesa dei dati,
della proprità intellettuale e della privacy. Il Vietnam, per
contro, che ha un voto di “eccellente” sui costi, ha punteggi
molto bassi su tutti gli altri criteri, soprattutto per quanto
riguarda proprietà intellettuale, sicurezza e privacy. Insieme a
Tailandia e Filippine, il Vietnam ha voti bassi anche per il quadro
politico-economico. “Spendere poco è importante, ma anche la
situazione a livello politico e economico preoccupa le aziende che
spostano alcuni servizi offshore”, sottolinea la Gartner.

Oltre ai Paesi della top 10, la società di ricerche consiglia di
puntare gli occhi su altri quattro mercati: Pakistan, Sri Lanka,
Bangladesh e Nord Corea. Non sono ancora il posto ideale per
l’outsourcing, ma ci stanno lavorando.