Internet delle cose, prove di "decollo"

TRASPORTO AEREO

Realizzato dall'Enisa (Ue) il primo studio su rischi e opportunità legati all'Internet of things nel trasporto aereo

di Mila Fiordalisi
È a firma dell’Enisa, la European Network and Information Security Agency dell’Unione europea, la prima indagine volta ad analizzare rischi e opportunità legati all’avvento dell’Internet delle cose e in particolare alla sua applicazione al mondo del trasporto aereo.

“Flying 2.0”, questo il titolo del rapporto sottoposto alla Commissione europea - e realizzato a seguito della comunicazione della stessa Commissione sul Piano d’azione IoT (Internet of Things) per l’Europa - evidenzia le criticità derivanti dall’interazione e la comunicazione fra dispositivi di natura diversa e propone una serie di soluzioni, sotto forma di raccomandazioni, per evitare situazioni di “caos” operativo.

“Per comprendere appieno i vantaggi dell’Internet of Things, devono essere identificate e affrontate in modo proattivo le difficoltà e i rischi connessi - spiega il direttore esecutivo dell’Enisa Udo Helmbrecht -. Questi rischi non sono necessariamente legati alla tecnologia in sé, ma al modo in cui la si usa”.

Innegabile - si legge nel report - l’importanza di Internet per velocizzare le operazioni di check-in e i vantaggi derivanti dalle nuove modalità di servizio che le compagnie aeree possono offrire sfruttando i tag Rfid o i Qr Code e le applicazioni Nfc (tecnologie di prossimità) attraverso i telefoni cellulari. Per non parlare del miglioramento della tracciabilità di merci e di tutti i processi di controllo e security dei passeggeri.

Tutto ciò comporta però la movimentazione di informazioni “sensibili”, come quelle legate a transazioni economiche ma anche ai dati personali dei viaggiatori. E più in generale comporta il trattatamento di qualunque dato in maniera nuova al punto da necessitare investimenti in hardware, software e una serie di tecnologie di nuova generazione.

La questione della privacy e della protezione dei dati è propritaria secondo gli analisti dell’Enisa i quali suggeriscono la messa a punto di tecnologie e sistemi di autenticazione e sicurezza che siano in grado di tutelare cittadini e compagnie aeree. Bisogna considerare i rischi derivanti ad esempio dalla diffusione dei virus che a catena possono infettare un numero enorme di dispositivi considerata la loro capacità di essere connessi fra loro. “È un mondo in continua evoluzione nel quale la tipologia degli attacchi continua a trasformarsi”, puntualizza Raoul Chiesa, socio co-fondatore e membro del comitato direttivo dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit) e membro dell’Enisa.

È necessario dunque testare accuratamente le tecnologie prima di adottarle, raccomanda l’Enisa alla Commissione europea a cui spetterà il compito di “mettere a punto le linee guida all’applicazione della struttura normativa europea” e di “allineare la ricerca con le necessità industriali e societarie”.

Tutti da rivedere i modelli di business: “gli attori del trasporto aereo - compagnie, aeroporti, addetti alla logistica, agenzie di sicurezza per l’aviazione ecc. - devono facilitare l’uso e l’inclusione dei differenti dispositivi attraverso procedure e processi gestionali innovativi che consentano di garantire la piena operatività in totale sicurezza”, si legge nella parte del report dedicata alle raccomandazioni di tipo “politico”.

03 Maggio 2010