Più innovazione nelle Pmi: accordo Confcommercio-Brunetta

PMI E INNOVAZIONE

Protocollo d'intesa con il ministero della PA e Innovazione per promuovere l’innovazione nelle imprese e rilanciare la spesa IT, in calo del 25%.  Il comparto chiede incentivi fiscali per la rottamazione di software e hardware

di Marino Petrelli
Capacità innovativa e uso di Ict: l’Italia si trova in posizioni “molto lontane” da quelle degli altri paesi più sviluppati. E la crisi ha danneggiato ulteriormente le prospettive per le imprese italiane del settore. E’ la considerazione del “Manifesto Ict per l’innovazione” presentato da Confcommercio, che ricorda come il nostro Paese si collochi dopo Repubblica Ceca, Portogallo, Norvegia, Spagna e Grecia. Nel manifesto si legge che “i progetti di aggiornamento delle reti informatiche e dei software nelle aziende hanno subito un contraccolpo negativo nel primo trimestre 2010 registrando un -25,8% della spesa in Ict, hardware, software e servizi rispetto a un anno fa”.

Dalle analisi svolte nel corso del 2009 sul mercato business, emerge un comportamento dicotomico nei confronti dell’Ict da parte dei piccoli imprenditori italiani: aperti all’innovazione e sperimentatori quando si tratta di soluzioni acquistate per uso personale, ma fortemente scettici rispetto ai benefici applicati alle proprie attività professionali e aziendali.

Questo scostamento è evidente nei numeri: soltanto il 2% degli imprenditori cosiddetti “SoHo (small office-home office), ovvero liberi professionisti, artigiani e imprese sino a 9 addetti, afferma di volere essere tra i primi a sperimentare le nuove tecnologie Ict quando queste sono applicate alla propria attività economica (nelle aziende da 10 a 250 dipendenti questo valore è del 6%), mentre a livello individuale/personale la propensione a sperimentare nuove tecnologie sale fino al 16%. Il problema principale è però un altro. Poche aziende percepiscono un soddisfacente value for money dei loro investimenti Ict e il rapporto prezzo/prestazioni non è ancora quello desiderato dalle aziende. Solo il 13% delle micro e piccole imprese sono infatti convinte che i vantaggi ottenibili grazie all’innovazione tecnologica ripaghino lo sforzo necessario alla sua introduzione, tanto che il 31% è molto d’accordo nel ritenere che l’Ict andrebbe economicamente incentivato.

“Lo scenario con cui oggi ci confrontiamo è quello di una difficile transizione in cui la crisi morde ancora il tessuto dell'economia reale e lo fa anzitutto in termine di aumento della disoccupazione, seppure in misura più contenuta rispetto a quanto si registri altrove - sostiene Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio -. Occorre avanzare rapidamente nei cantieri delle riforme per costruire un’Italia che investa sul futuro, cioè anzitutto sui talenti e sull’innovazione”.

Per questo motivo, lo stesso Sangalli e il ministro per la PA e Innovazione, Renato Brunetta, hanno siglato un protocollo d’intesa che punta a promuovere l’innovazione nelle piccole imprese. L’accordo avvia la costituzione di un tavolo per promuovere la diffusione delle tecnologie Ict, nelle piccole imprese e l’attuazione del piano “E-gov 2012”, con particolare attenzione ai settori che hanno maggiore impatto sulle piccole imprese, come il turismo, i beni culturali e le tecnologie.

Le micro imprese in Italia, si legge nel manifesto, sono oltre quattro milioni di cui circa l’80% costituite da uno o due addetti: un terzo di queste non possiede ancora un personal computer e solo il 57% ha un accesso a banda larga. La Confcommercio chiede, per restringere questo gap, azioni di carattere fiscale e finanziario, come ad esempio l’applicazione dell’iva agevolata per gli acquisti di pc e software, la riduzione degli oneri contributivi per le aziende che assumono personale dedicato alle attività informatiche, e incentivi alle aziende per la rottamazione di sistemi informatici desueti.

Per quanto riguarda la banda larga, nella classifica europea l’Italia è al quart’ultimo posto, con un tasso di penetrazione del 42% rispetto alla media europea del 60%. L’associazione chiede un piano per infrastrutture in fibra ottica “caratterizzato da elevata modularità”, sollecita il completamento del processo di digitalizzazione della PA e, in tema di formazione Ict, chiede voucher formativi per le micro e piccole imprese. Nel manifesto si chiede inoltre la definizione di una normativa che preveda per tutte le nuove costruzioni la predisposizione del cablaggio verticale della fibra ottica a partire dal 2011, lo sviluppo di una strategia a livello territoriale per il sostegno della domanda aggregata di accesso alla banda larga nei centri commerciali naturali e nei distretti produttivi, il sostegno economico e fluidificazione del mercato dei servizi di connessione alternativa (wireless, wi-fi. WiMax).

Come per la banda larga, anche per l’e-commerce l’Italia si trova agli ultimi posti della classifica europea. Per questo motivo, Confcommercio chiede interventi del ministero dello Sviluppo economico con incentivi mirati allo sviluppo dell’e-business, sia per il mercato interno, sia verso mercati esteri, e interventi a livello normativo, volti a semplificare gli iter e gli obblighi di legge per le aziende.
 

12 Maggio 2010