"La dematerializzazione ci renderà più efficienti"

BANKING

Il direttore dell'Abi Santececca spinge sull'abbandono della carta da parte degli istututi di credito

di Gian Carlo Lanzetti
Le banche affogano sotto montagne di carte e documenti. Ogni anno si producono in media 120mila documenti per sportello bancario per un totale di 6,1 miliardi di fogli. Sul totale dei documenti prodotti solo il 6,6% fa riferimento a documenti ‘nativi’ informatici ossia generati esclusivamente in formato elettronico e stampati solo in caso di necessità. Eppure la digitalizzazione sortirebbe una riduzione dei costi e a un miglioramento dell’efficienza.
Domenico Santececca, direttore centrale area corporate dell’Abi non ha dubbi sui vantaggi derivanti dalla partita digitale. “Far convivere carta e documenti elettronici grazie alla dematerializzazione di pratiche e certificati vuol dire abbattere i costi e migliorare la gestione documentale, rendendo più efficiente l’operatività delle banche”, spiega al Corriere delle Comunicazioni.

Direttore, quanta carta si consuma in banca?
Quello bancario è uno dei comparti produttivi più legati alla carta, sia per la produzione di documenti che per la loro conservazione.

E allora come mai la dematerializzazione stenta a decollare?
Eliminare la carta è un processo complesso che deve far fronte a molte criticità: ridefinire il ciclo di vita del documento, formare i dipendenti all’utilizzo di nuove procedure, gestire una grande varietà di documenti, sensibilizzare i clienti che quotidianamente dialogano con le banche. Fino alle recenti evoluzioni, tuttavia, il principale freno alla dematerializzazione è stato il quadro normativo molto oneroso in termini procedurali e in alcuni casi di difficile interpretazione.

Come crede evolverà questo fenomeno nei prossimi anni?
La dematerializzazione procederà lungo due direttrici: digitalizzare i documenti esistenti, ottimizzando la coesistenza di elettronico e cartaceo, e definire soluzioni specifiche per ridurre la produzione di carta a vantaggio di documenti solo digitali. Quest’ultima strada è certo più complessa da percorrere e richiederà ingenti investimenti delle banche con risultati tangibili solo nel medio-lungo termine.

L’esempio della Banca d’Italia sarà di stimolo a velocizzare questi processi?
Nel cammino verso la dematerializzazione di documenti e processi, la Banca d’Italia occupa certamente un ruolo di primo piano. Più in generale, ho fiducia che le banche sapranno sfruttare al meglio le opportunità tecnologiche per ridurre l’uso della carta sia al loro interno che nella relazione con i clienti. In questa direzione, incentivando l’offerta di servizi innovativi e la diffusione di strumenti di pagamento elettronici, anche la Sepa può rappresentare un contributo alla riduzione della carta, mentre un aiuto fondamentale può venire dalla fatturazione elettronica supportata dal Cbi, che mette a disposizione delle oltre 740 mila imprese aderenti nuove funzioni ancora più evolute di gestione documentale.

La dematerializzazione è dunque una delle aree prioritarie di investimento per le banche. In quali altre aree ‘innovative’ stanno investendo gli istituti di credito? E come vede lo spending in Ict del sistema bancario nel 2009?
Secondo le rilevazioni di Abi Lab, nonostante la difficile congiuntura internazionale, il 65% delle banche non prevede di ridurre il proprio budget “tecnologico” per il 2009. Per il settore bancario l’Ict si conferma una leva strategica importante per guidare il cambiamento, conseguire gli obiettivi di business, fare innovazione e mantenere elevati livelli di competitività, anche in un’ottica di razionalizzazione dei costi di gestione e di miglioramento dell’efficienza. Nel 2009, le principali aree d’investimento tecnologico delle banche andranno dallo sviluppo dei sistemi IT alle iniziative di integrazione voce-dati; dal rinnovamento dello sportello tradizionale ai canali più evoluti di accesso ai servizi bancari; dalla sempre maggiore sicurezza di home banking e filiali agli adempimenti necessari per adeguarsi alle nuove norme europee e al miglioramento dei processi operativi della banca.

28 Aprile 2009