SMART CITY. Efficienza verde

SMART CITY

di Andrea Granelli, Perciro Galeone
Nella lotta al cambiamento climatico il ruolo delle città, in cui ormai vive oltre la metà della popolazione mondiale, è sempre più rilevante: il 75% dei consumi di energia e l’80% delle emissioni di gas serra derivano dalle aree urbane. In questo scenario è importante non solo conoscere le principali sfide legate alla tutela del territorio, ma anche essere in grado di proporre soluzioni che possano assicurare tre obiettivi centrali: la qualità della vita per i cittadini, la competitività e lo sviluppo sostenibile. In quest’ottica si inserisce il progetto Eco & the City di Siemens Italia. L’Istituto Piepoli ha condotto per Siemens diverse indagini nelle più grandi città italiane, mostrando come queste abbiano già cominciato ad impegnarsi per limitare le emissioni e garantire ai cittadini una migliore qualità della vita.

È il caso di Roma, la città italiana con il maggior numero di parchi verdi e la più grande area agricola d’Europa, e di Milano, da anni impegnata nell’aumentare l’efficienza energetica degli edifici e dotata di uno dei migliori sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti.
Le aree metropolitane si trovano a dover fronteggiare una serie di problemi ambientali che vanno dall’inquinamento atmosferico alla gestione dei reflui fino al degrado degli spazi verdi. Uno sviluppo urbano sostenibile promuove l’utilizzo di fonti di energia alternative, ed anche di edifici e di sistemi di trasporto più efficienti, misure in grado di ridurre il traffico e le emissioni di Co2 , il riciclaggio delle acque e dei rifiuti, nonché il ricorso alle piante per filtrare le sostanze inquinanti e catturare le particelle di biossido di carbonio.

Benché le tecnologie per combattere i cambiamenti climatici siano pronte per essere implementate, l’entità e l’impatto a lungo termine degli investimenti necessari sono associati ad alti coefficienti di rischio e di incertezza. Tuttavia, la situazione non è così difficile come potrebbe sembrare. Per Londra è stato dimostrato che l’investimento complessivo necessario per raggiungere obiettivi significativi di sostenibilità è inferiore all’1% del PIL della metropoli britannica. Ci sono, quindi, ragioni puramente economiche per una svolta sostenibile e Siemens, in questa fase, sta supportando le amministrazioni municipali di tutto il mondo nell’identificare le soluzioni e le tecnologie più efficaci.

Infine, se è vero che le città sono i motori della crescita economica, è altrettanto vero che sono caratterizzate da enormi squilibri nella distribuzione della ricchezza e delle opportunità economiche. Secondo le stime della Banca Mondiale, nel 2035 le città sostituiranno le aree rurali come luoghi di maggiore concentrazione della povertà. Per compiere una svolta sostenibile i decision-maker urbani devono pensare e agire in modo coerente: è necessario considerare gli aspetti tecnologici, ambientali e politici se si vogliono formulare soluzioni appropriate.

Nello specifico energia, trasporti ed edifici sono per Siemens le aree principali su cui intervenire per la sostenibilità di una città. Per quanto riguarda la prima, occorre promuovere un sistema di distribuzione dell’energia di nuova gestione e concezione. Passare da una rete di controllo centralizzato e fonti decentrate che interagiscono con risorse come eolico e solare, intensificare l’energy trading e la trasparenza per i consumatori. Sul fronte dei trasporti, bisogna puntare su metropolitane leggere automatiche così come su sistemi complessi di gestione del traffico con cui le informazioni possono essere scaricate dai passeggeri in tempo reale e da più fonti, rendendo semplice la programmazione. Pensiamo infine al sistema automatizzato di gestione degli edifici. Potremmo risparmiare il 40% dei consumi energetici mondiali, se tutti gli edifici fossero equipaggiati con le tecnologie più avanzate in questo campo.

Siemens possiede la più articolata offerta a livello internazionale di tecnologie “verdi” efficienti, che hanno contribuito a ridurre le emissioni globali di Co2 di 210 milioni di tonnellate l’anno scorso, un dato equivalente alle emissioni annuali complessive di New York, Tokyo, Londra e Berlino.

Sempre lo scorso anno fiscale il portafoglio ambientale della società ha generato ricavi per 28 miliardi di euro e business consolidati hanno permesso di continuare gli investimenti in ricerca e sviluppo, che nel 2010 sono stati di 4 miliardi di euro - ossia il 5 per cento del fatturato totale.

21 Febbraio 2011