Security, ai cybercriminali "piace" Roma

IL REPORT

Secondo Symantec la Capitale è la quinta città al mondo per numero di bot infetti. E il 3% dello spam mondiale proviene dall'Italia

di F.M.
Roma “vittima” preferita dal cybercrime. A dirlo l’Internet Security Threat Report, che evidenzia nel mondo un aumento significativo degli attacchi informatici, con oltre 286 milioni di nuove minacce e, al contempo, un aumento delle vulnerabilità per mobile del 42%.
“Anche se le nuove architetture per la sicurezza adottate nei dispositivi mobili sono tanto efficaci quanto quelle per desktop e server – spiega la ricerca - i criminali possono spesso bypassare questi sistemi di sicurezza attaccando vulnerabilità proprie delle implementazioni delle piattaforme mobile.

Roma è la quinta città al mondo per numero di bot, computer infetti utilizzati come veicolo di attività malevole e controllati in remoto dagli attaccanti. Questi bot permettono di lanciare diversi tipi di attacchi come ad esempio quelli rivolti alle aziende, l’invio massivo di spam e phishing, la propagazione di codici malevoli e la raccolta di informazioni confidenziali con serie conseguenze economiche e legali.
“Il 3% di tutto lo spam mondiale proviene dal nostro paese – puntualizza inoltre Symantec - l’Italia genera il 3% di tutto lo spam mondiale e il 5% di quello delle regioni Emea. Infatti, il 4% degli host compromessi che inviano spam a livello mondiale si trova in Italia (7% nella classifica Emea) e il 2% dei siti di phishing globali sono ospitati in Italia (il 5% nella classifica Emea)”.

A livello globale, invece, il 2010 è stato l’anno degli attacchi mirati: i criminali informatici hanno lanciato attacchi mirati contro diverse società quotate e multinazionali, agenzie governative e un numero sorprendente di aziende più piccole.
260.000 le identità esposte per violazione nel 2010. Oltre agli attacchi mirati high-profile per sottrarre la proprietà intellettuale o provocare danni materiali, molti altri hanno colpito gli utenti per le loro informazioni personali.

Altro terreno fertile per il cybercrime sono i social network. “Una delle principali tecniche di attacco utilizzate sui siti di social network ha riguardato l’utilizzo di Url abbreviati - si spiega nel report - Lo scorso anno i criminali informatici hanno postato milioni di questi link sui siti dei social network, per trasformare gli utenti in vittime di malware e di phishing, aumentando esponenzialmente il tasso di attacchi andati a buon fine”
A facilitare il lavoro dei cyber-criminali anche il mercato nero dei bot. Nel 2010 Symantec ha scoperto un’inserzione che promuoveva 10.000 bot per 15 dollari. In genere i bot sono utilizzati per le campagne di spam o rogueware, ma sempre più anche per gli attacchi di DdoS.

06 Aprile 2011