Utenti biz e consumer con la testa sulla "nuvola"

TREND

Amd: in Europa i dati on the cloud delle imprese valgono 250mila dollari. Cresce l'interesse anche da parte dei consumatori: secondo Ericsson il 35% interagisce sui social network tramite device mobili

di F.M.
Quasi il 37% dei clienti cloud in Europa stima di memorizzare sulla nuvola un valore di dati pari a 250mila dollari. A dirlo uno studio di Amd, secondo cui il 42% delle imprese considera i servizi cloud necessari alla riduzione dei costi IT anche se il 59% considera la sicurezza ancora un rischio. Solo il 32% considera l’affidabilità della propria connessione Internet un rischio.
Nella regione Asia-Pacifico il 67% delle imprese migrate al cloud vede già risultati nel valore del business; il 54% ritiene l’aumento di rendimento uno dei maggiori vantaggi. Tra le applicazioni più diffuse spiccano quelle contabili e finanziarie con il 57% delle aziende le ospitano in ambiente cloud.

Ma la nuvola non seduce solo l'utenza business. Ad affidarsi a servizi cloud anche i consumatori: il 35% degli utenti di iPhone e Android - come rileva la icerca del ConsumerLab Ericsson - interagiscono con i propri contatti attraverso applicazioni come Facebook dal proprio smartphone ancora prima di alzarsi dal letto.

Il ConsumerLab Ericsson, che ha censito  un campione di consumatori provenienti da alcune aree degli Stati Uniti, dell’Europa e del Giappone per 18 mesi rispetto all’utilizzo del mobile Internet, mostra che la possibilità di essere sempre connessi a Internet rende i consumatori sempre più dipendenti dalla tecnologia cloud per le proprie necessità quotidiane. Questo trend rivoluzionario è iniziato con l’avvento degli smartphone e sta proseguendo con il sempre crescente utilizzo di applicazioni da dispos itivi mobili. Sono infatti proprio queste che influiscono sul modo in cui gli individui utilizzano i dispositivi connessi.

Il comportamento nei confronti delle applicazioni sta producendo una nuova serie di aspettative rispetto alla possibilità di connettere alla rete dispositivi elettronici, che risulta auspicabile se ritenuta utile. Il 54% degli americani che utilizzano dispositivi mobili per l’archiviazione per esempio dichiara che vorrebbe poter sincronizzare questi device con i file del proprio Pc di casa in mobilità, ovunque ci si trovi. Il 49% dei possessori di fotocamere vorrebbe invece un accesso diretto a servizi sicuri di archiviazione online per le proprie foto attraverso la propria macchina fotografica digitale.

“La nostra ricerca rileva un coinvolgimento emotivo degli individui nei confronti di alcune applicazioni - spiega Michael Björn, Head of Research, Ericsson ConsumerLab - I consumatori infatti mostrano una fidelizzazione nei confronti di quelle app che permettono loro di avere un maggiore controllo sulle proprie attività quotidiane e trasformano la routine in un’esperienza positiva. Le app danno ai consumatori anche un rinnovato senso di libertà: se sorge un problema, probabilmente c’è un’applicazione che può aiutare a risolverlo”.

In questo senso la “cultura dell’app” può essere facilmente trasferita da un dispositivo mobile all’altro. È il contesto ora, non più il mezzo, il fattore discriminante nell’utilizzo delle app: gli individui infatti possono usare la stessa applicazione sia attraverso uno smartphone che attraverso un tablet.

Lo studio evidenzia anche ciò che può essere considerato un punto di svolta: senza badare al dispositivo, gli individui stanno scoprendo progressivamente le difficoltà che derivano dal non essere costantemente connessi grazie alla tecnologia cloud.

16 Maggio 2011