Mastercard, IT à la carte

CIO VISION

Bruno Degiovanni, responsabile commerciale prodotti per l'area centro Europa: "La parola chiave è innovazione. Grazie ad essa e agli investimenti correlati è possibile raggiungere efficienza e abbattere i costi"

di Claudia La Via
Una rete globale che, da più di 40 anni, elabora oltre 23 miliardi di transazioni all’anno per più di 23mila istituzioni finanziarie e offre i propri servizi in oltre 201 Paesi con più di 32 milioni di punti di accettazione. Sono i numeri di Mastercard, trait d’union cruciale fra le istituzioni finanziarie, milioni d’imprese nonché titolari di carte ed esercizi commerciali in tutto il mondo. Una realtà nella quale l’Information Technology gioca un ruolo fondamentale. Tanto da diventare il motore di tutti i processi di business. Ne abbiamo parlato con Bruno Degiovanni, Responsabile commerciale prodotti di Mastercard per l’area Centro Europa. Degiovanni conosce da vicino strategie e processi IT perché si occupa direttamente dello sviluppo e implementazione di progetti innovativi, basati sull’innovazione tecnologica, dalle soluzioni PayPass alle nuovissime applicazioni per il mobile commerce.
Degiovanni, quanto conta l’IT per Mastercard?
L’infrastruttura IT è il cuore del nostro business: dobbiamo garantire che vengano effettuate, velocemente e in completa sicurezza, miliardi di transazioni con un tempo di risposta di 140 millisecondi per transazione. Inoltre, la piattaforma tecnologica deve consentire un’adeguata protezione contro le frodi e deve adeguarsi continuamente alle esigenze dei nostri clienti: banche ed esercenti in primo luogo, ma sempre più anche i consumatori.
Quali i settori in cui gioca un ruolo cruciale?
Senza dubbio la gestione delle transazioni, un processo che cerchiamo di portare il più vicino possibile ai nostri clienti principali, cioè le istituzioni bancarie e gli istituti di pagamento, utilizzando il nostro network di server locali. Inoltre, l’innovazione tecnologica è fondamentale per lo sviluppo di nuovi prodotti, che ci consentono di introdurre nuove modalità di pagamento, in linea con le richieste del consumatore moderno, come ad esempio lo sviluppo della tecnologia PayPass che permette di effettuare il pagamento semplicemente appoggiando la carta al terminale, evitando la classica “strisciata” o l’inserimento della carta a chip nel Pos.
Quali direttrici guidano le scelte sul fronte degli investimenti IT?
Il nostro principale obiettivo è creare valore per tutti gli attori del nostro modello di business, definito “a quattro parti”, e composto dalle banche “acquirer” (che convenzionano i punti vendita), “issuer” (che servono i titolari di prodotti di pagamento), dai possessori di carte di pagamento e dagli esercenti. Mastercard deve garantire che le transazioni fra i quattro attori avvengano in modo corretto e che i flussi di denaro vengano movimentati in modo appropriato.
Questo è un momento delicato per il settore IT, all’indomani del collasso economico innescato alla fine del 2008. Che ruolo ha assunto la tecnologia e l’innovazione in azienda?
Il settore in cui operiamo cambia continuamente e a una velocità impressionante. Il nostro obiettivo è quello di cercare di rimanere al passo e, se possibile, anticipare le necessità e le richieste dei nostri clienti, offendo loro soluzioni innovative che possano aiutarli nello sviluppo del loro business. Mastercard punta sempre più a rafforzare la connessione fra esercenti e banche. Un esempio concreto è lo sviluppo del sistema di pagamento contactless in Italia che sta già portando i primi risultati concreti. A partire dalla recente partnership con McDonald’s che ci ha permesso di introdurre nei ristoranti della catena la possibilità di pagare velocemente e in tutta sicurezza, semplicemente appoggiando la carta di pagamento al terminale.
A quanto ammonta l’investimento annuo in IT di Mastercard?
Nel 2010 abbiamo investito circa 150 milioni di dollari a livello mondiale. Questo tipo di impegno è essenziale per mantenerci all’avanguardia all’interno di uno scenario estremamente competitivo e in continua evoluzione.
In quali fasi dei processi aziendali viene coinvolto il Cio?
L’attività della struttura IT di MasterCard si focalizza principalmente sulla gestione del network globale del sistema dei pagamenti e del flusso di transazioni a livello mondiale. Ma monitora anche la rapidità e affidabilità nella gestione dei pagamenti e affianca i clienti nell’utilizzo dei servizi offerti.
Se la parola d’ordine è semplificazione, come si possono conciliare massima efficienza, processi performanti e riduzione dei costi?
Penso che la parola chiave sia “innovazione”. Grazie ad essa, e agli investimenti che necessariamente comporta, è possibile raggiungere gli obiettivi di maggiore efficienza e minori costi. Solo in questo modo sarà possibile rimanere competitivi e non subire solo passivamente i cambiamenti del mondo esterno.
Come tiene Mastercard il passo col mondo del cloud computing?
Il termine “cloud computing” è molto di moda, ma riflette una tendenza alla centralizzazione che è semplicemente una naturale evoluzione ciclica. Venti anni fa i dati erano centralizzati e i terminali erano semplici strumenti di accesso alla potenza di calcolo situata nel mainframe. Poi l’avvento dei personal computer e di internet ha portato a una progressiva decentralizzazione del potere di calcolo e dello storage dei dati. Ora assistiamo a una fase ciclica inversa che ci riporta verso la centralizzazione. La realtà è che nessuna architettura è perfetta e si deve trovare di volta in volta in miglior mix per soddisfare le esigenze del servizio che si offre.Nel settore dei pagamenti siamo stati dei precursori del cloud computing: con l’avvento del commercio elettronico si sta assistendo a uno spostamento delle funzioni principali nella Rete, con sistemi di server-Pos che collocano l’intelligenza al centro e lasciano nelle mani dei clienti finali strumenti più piccoli e veloci.
Come gestite la sicurezza dei dati, sia degli utenti che dei sistemi gestionali?
L’architettura del sistema IT di Mastercard possiede caratteristiche peculiari, non riconducibili ai sistemi tradizionali perché legata alla gestione di un network di pagamenti. Un approccio alla gestione delle transazioni del tipo “one-size-fits-all” non è in grado di soddisfare tutti i differenti tipi di operazioni necessarie per garantire transazioni efficienti all’interno del complesso scenario moderno dei sistemi di pagamento. Individuando le diverse e mutevoli esigenze delle transazioni, Mastercard ha sviluppato l’architettura del suo network in modo da sfruttare al meglio i punti di forza dei sistemi distribuiti e centralizzati eliminando così le possibili debolezze.

06 Giugno 2011