E-commerce, Italia bocciata. Peggio solo la Bulgaria

RAPPORTO ISTAT 2008

"In Europa la diffusione delle tecnologie informatiche (Ict) di base ha ormai raggiunto livelli di saturazione: circa il 96% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza computer e, tra queste, circa il 93 per cento ha una connessione a Internet". A dirlo è l'Istat, nel Rapporto annuale 2008 presentato oggi. Dalla fotografia sulla dotazione Ict delle imprese con almeno 10 addetti in Europa, però, emrge anche un altro dato, non positivo quanto il primo. "Considerando, invece, indicatori di adozione e utilizzo
più evoluti di Ict, provenienti da un’indagine armonizzata a livello europeo - scrive l'istituto statistico - emergono livelli mediamente più bassi e con divari consistenti sia tra paesi sia tra classi dimensionali delle imprese".

In particolare dall'analisi emerge che "valori ampiamente superiori al 50 per cento si registrano nell’Ue27 per l’utilizzo della banda larga, 81,1% e di servizi on line della pubblica amministrazione, 68,1%; per la presenza di siti web, 63,3%", al contrario "all’estremo opposto  - scrive l'Istat - lo scambio elettronico di informazioni con fornitori e/o clienti sulla filiera produttiva, solo il 15,5% e l’utilizzo di Internet per le vendite on line sono fenomeni ancora poco diffusi, 17,2%". A fare da contraltare a questi dati le cisiddette "punte di eccellenza", cioè i paesi scandinavi, il Belgio, i Paesi Bassi e la Germania. "Le performance peggiori appartengono ad alcuni dei
paesi di recente accesso".

"La relazione positiva tra valori degli indicatori e dimensione aziendale è comune a tutti gli indicatori", sottolinea il Rapporto. "I risultati delle piccole imprese, generalmente caratterizzati da una minore variabilità, presentano valori più bassi soprattutto per gli indicatori di utilizzo di strumenti Ict più avanzati (scambio di informazioni sulla filiera produttiva, vendite on line). Le medie imprese si caratterizzano per una maggiore variabilità nell’utilizzo delle reti interne (Intranet) e degli acquisti on line. Per le grandi si nota una elevata disparità di comportamento nell’adozione di soluzioni di e-commerce e livelli diversificati di utilizzo di Internet nei rapporti con la pubblica amministrazione".

L'Italia
Il Rapporto evidenzia il ritardo delle imprese italiane. "Per la maggior parte degli indicatori considerati - si legge, infatti -  l’Italia si colloca su livelli inferiori a quelli medi dell’Ue27. Il ritardo più consistente si registra con riferimento alla realizzazione di vendite on line, effettuate da meno di un’impresa su 20 in Italia, meglio solo di Bulgaria e Romania. Seguono la presenza di reti Intranet, registrata nel 21,2 per cento delle imprese italiane e nel 40,1 per cento di quelle europee e gli acquisti on line (28,5 e 36,5 per cento rispettivamente). La peggiore performance delle imprese italiane accomuna tutte le classi dimensionali, ma la distanza rispetto alle imprese europee si riduce al crescere della dimensione".

Meglio fanno le imprese italiane "nell’utilizzo di Internet per i rapporti con la pubblica amministrazione (e-government) e lo scambio elettronico di informazioni per la gestione della filiera produttiva - dice l'Istat -  due indicatori in cui la performance media italiana è superiore a quella media europea. Anche in questo caso la migliore performance si osserva in tutte le classi dimensionali  - conclude il Rapporto - e sono proprio le piccole imprese italiane a mostrare i risultati relativamente migliori, contribuendo alla performance complessiva del Paese soprattutto per lo scambio elettronico di informazioni.

26 Maggio 2009