La generazione Y che fa gola alle aziende Ict

SCENARI

Il computer è entrato nell'80% delle famiglie. Ecco perchè le imprese hi-tech scommettono sui ragazzi

di Patrizia Licata
Le famiglie italiane dove vive almeno un minorenne hanno nel 74,3% dei casi un computer e nel 61% la connessione a Internet. Il 41% ha la banda larga e praticamente tutte il telefono cellulare (99,6%). Sono dati (Istat) che mostrano chiaramente come il futuro dello sviluppo tecnologico in Italia (e non solo) sia in mano alla cosiddetta generazione Y: i giovanissimi che non saprebbero nemmeno immaginare un mondo senza telefonino, Internet, pc, mp3 e consolle per videogiochi. I compiti scolastici si fanno sul computer, le ricerche su Google e Wikipedia, gli amici si contattano via sms o con l’Im, spessissimo si creano reti di conoscenze sui network sociali come Facebook, senza dimenticare gli onnipresenti giochi, sempre più online e multiplayer.
I dati Istat trovano conferma nell’ultimo rapporto di Telefono Azzurro-Eurispes: il 90,5% dei ragazzi italiani tra i 7 e i 19 anni usa Internet per la ricerca di informazioni di proprio interesse e di materiale per lo studio (80%), per il download dal web di musica, film, giochi o video (72,5%) e la fruizione di filmati su YouTube (69%). Il 69,4% chatta, il 50% scambia posta elettronica e il 51,9% legge blog. Internet viene usato dai ragazzi anche per giocare con i videogames (38,9%) e per fare acquisti (21,7%).

“Tv, telefonino, consolle, lettore mp3 e Internet fanno parte della dotazione hi-tech di base delle nuove generazioni che, approfittando della semplicità di accesso e dei costi relativamente contenuti che caratterizzano queste apparecchiature, li hanno trasformati in porte di accesso sul mondo e strumenti privilegiati nella fruizione del tempo libero”, si legge nello studio. E mentre gli adulti si interrogano sulle potenzialità del Web 2.0, la generazione Y vi è già entrata a pieno titolo: secondo Save the Children e Cremit, il 51,8 % degli italiani dai 10 ai 16 anni utilizza quotidianamente servizi come messaggistica istantanea, visualizzazione video e frequentazione di social network, LiveSpace di Msn, NetLog, Myspace e Facebook in testa.

“I ragazzi di oggi sono a loro agio con devices tecnologici e navigazione su Internet o cellulare. Per loro, instant messaging e social media sono strumenti di comunicazione naturali, i moderni strumenti di aggregazione”, nota Layla Pavone, presidente di Iab Italia. “I giovani li usano in modo molto diverso dagli adulti. Sull’Im aprono più finestre di dialogo contemporaneamente: se per gli adulti la comunicazione è two-way, per i ragazzi è multi-way. I giovani sono multitasking: usano allo stesso tempo cellulare, Facebook, Internet, giochi e magari tv. Le aziende devono muoversi in questa direzione: la sinergia dei diversi devices, la loro integrazione, un vero ping pong della comunicazione”.
Per le aziende la generazione Y rappresenta un bacino di opportunità quanto mai ricco, ma attenzione: parlare a “tweens” e “teens” richiede un linguaggio completamente nuovo. “Le imprese devono imparare a dialogare da pari a pari con i giovani per catturare la loro attenzione. Un buon sistema può essere aprire focus group online gratuiti per capire quello che i ragazzi pensano”, secondo la Pavone. I tradizionali messaggi basati sulla “persuasione” non bastano più; quello che interessa ai giovani è se un marchio propone qualcosa di utile e interessante per giocare, studiare, navigare.



Full story nel numero 13 del Corriere delle Comunicazioni in uscita il 6 luglio

01 Luglio 2009