Rapporto Censis, in Italia boom di Facebook. Ma Internet segna il passo

RAPPORTO CENSIS

Confalonieri (Mediaset): "Il governo tuteli il copyright in Rete"

di Federica Meta
Facebook vince la sfida tra i social network e Internet segna il passo. È questa la fotografia scattata dall’ottavo rapporto Censis/Ucsi “I media tra crisi e metamorfosi”. Per quanto riguarda Internet, mentre ci si aspettava un aumento del consumo di web da parte degli utenti italiani in epoca di crisi economica, il Censis rileva una sostanziale stabilità: dal 45,3% del 2007 si è passati al 47% del 2009.
“La diffusione di internet - sottolinea il rapporto - è strettamente collegata a fattori generazionali e ai livelli di istruzione”. Sono i giovani e gli istruiti ad avere familiarità con la rete. Di conseguenza, nel momento in cui internet è diventata familiare a più dell'80% dei giovani e a quasi il 70% dei soggetti più istruiti, si va verso una dimensione di saturazione, e il dato complessivo potrà aumentare solo con estrema lentezza. Il primo divario nell'utenza di Internet si basa sul fatto che gli uomini utilizzano il web molto più delle donne: gli utenti abituali (con una frequenza di almeno tre volte la settimana) tra gli uomini sono il 45,7% mentre le donne appaiono molto distanti, con un'utenza abituale inferiore di 12,5 punti percentuali. Il secondo divario è di natura anagrafica: com'era prevedibile, in relazione all'utilizzo di Internet vi è una netta spaccatura tra giovani (l'80,7% si connette al web), da una parte, e adulti (nella classe d'età 30-64 anni si connette il 46%) e anziani (soltanto 1 su 10 si connette), dall'altra. Il terzo solco che divide la società italiana nel rapporto con Internet attiene ai livelli di istruzione: tra i soggetti più istruiti il 67,2% afferma di connettersi a internet, tra i meno scolarizzati appena il 28,6%.

In un contesto siffatto a fare il boom è Facebook. Il social network inventato da Mark Zuckerberg è quello più utilizzato (61,6%), seguito subito da YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%). Facebook è scelto soprattutto dai giovani, che dichiarano di utilizzare il social network per mantenere i contatti con gli amici (70,5%). Per quanto riguarda le attività preferite al primo posto c'è la lettura delle bacheche degli amici (41,2%), seguita dall'invio di messaggi personali (40,5%). Va sottolineato, inoltre, che il 54,6% degli utenti fa parte di gruppi di interesse o ha sottoscritto citazioni apparse su Facebook, e che il 10% ha effettivamente partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui è venuto a conoscenza tramite il social network. Poco più di un utente su quattro constata che da quando si è iscritto a Facebook tende a dedicare meno tempo ad altre attività (il 26,8%) e tale sensazione è maggiormente percepita dalle donne (il 32,2%) e dalle persone meno istruite (il 31,2%).

La maggioranza degli utenti (il 68,4%) preferisce accedere a Facebook nelle ore serali, il 36,5% si connette solitamente nelle ore diurne, il 15,3% durante l'orario di lavoro o di studio, e solo uno su dieci accede al sito esclusivamente nel weekend.
Ma accedere a Facebook porta via tempo ad altre attività di svago, prima fra tutte la lettura di libri: il 42,4% degli iscritti a Facebook le dedica meno tempo; segue la consultazione di altri siti Internet (40%), andare al cinema (11%) o guardare film in dvd (9,1%), la rinuncia allo shopping (5,3%) e all'ascolto della radio (5,6%).
Un'altra tendenza che si rileva osservando le attività cui si sottrae tempo per accedere a Facebook riguarda i rapporti interpersonali: il 14,4% di utenti sacrifica le telefonate agli amici e l'11,5% esce di meno per socializzare.

Tra gli iscritti vi è pure, sebbene in misura minoritaria (l'8,5%), il timore che dalla presenza su Facebook possano derivare dei rischi. Tra tutti quelli rilevati, quello che sembra preoccupare maggiormente l'utenza di Facebook concerne la violazione della privacy: il 72,1% degli intervistati che nutrono preoccupazioni è di questo avviso, cui si aggiunge una quota pari al 9,3% costituita da coloro che indirettamente si richiamano alla privacy, affermando di temere che dall'uso di Facebook possano derivare problemi per la propria reputazione (ad esempio, che il profilo personale venga controllato dal datore di lavoro).

Alla presentazione del rapporto Censis è intervenuto anche il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri che fatto un appello al governo perchè si impegni a tutelare il copyright sul web. “Internet si avvale di una parola magica che è free. Se i vari Youtube, Google, non riconoscono il valore della proprietà intellettuale, non si può investire – ha detto Confalonieri -. Noi investiamo la metà di quello che ricaviamo in produzione e contenuti se altri approfittano di questi contenuti, mandati in rete da privati, soprattutto giovani, non ci sarà futuro per chi di mestiere fa contenuti. Serve molta attenzione da parte dei regolatori e del governo. che si devono impegnare a prendere a cuore questo problema”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani ha colto l'occasione per chiedere a chi "fa" i nuovi media di tenere conto del ruolo che hanno nella formazione delle coscienze, soprattutto giovani. ''Solo così potranno concorrere al progresso nella realizzazione di una societa' civile, piuttosto che al suo disgregamento - ha precisato Schifani -. Non è infrequente imbattersi in mass media che forniscono volutamente informazioni manipolate e non di rado non appare volutamente chiara la confusione tra il piano delle notizie e le informazioni, oggettivamente verificabili, rispetto a quello delle analisi e delle opinioni sulle stesse''.

19 Novembre 2009