"It's My Film": così il digitale recupera la memoria italiana

FESTIVAL

Una seconda vita, questa volta pubblica, ai "filmini" di famiglia. Li ospita il festival di Vicenza in una rassegna - promossa da Regione e Commissione Ue - che mette al centro nuove tecnologie e storia

di Marino Petrelli
Rivalutare le pellicole di famiglia, dall’8mm al super8, fino al 16mm, come documenti per esplorare l’immaginario collettivo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80, ma anche come spunti per la creatività cinematografica attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie. E’ l’obiettivo di “It’s my film festival”, manifestazione che si svolgerà a Vicenza dal 17 al 19 giugno e che è stata presentata oggi alla Casa del cinema di Roma. Scelta non casuale dal momento che è la capitale a ospitare gli “studios” di Cinecittà, il cui maxi archivio dell’Istituto Luce è stato digitalizzato per il 90% e che negli ultimi anni  ha visto crescere gli investimenti nella post-produzione digitale grazie allo spinoff “Digital Factory”, in partnership con Medusa.

Il festival vicentino recupera home movies, film provenienti da archivi privati o ritrovati nel nutrito circuito dell’usato, restaurati e ridefiniti in formato digitale. Un materiale che “ha una grandissima carica emozionale perché vengono tirati fuori dai cassetti più remoti filmati che vanno dagli anni ‘40 ai ’70 e restituiti nella loro bellezza attraverso la digitalizzazione delle immagini, nuovi fotogrammi e un notevole miglioramento dei limiti tecnici e tecnologici con cui queste riprese sono state fatte nel passato”, sottolinea al Corriere delle Comunicazioni Carlo Libondi, direttore del festival -. It's my film è uno strumento che favorisce il confronto tra i ragazzi delle videocamere e dei telefonini e i loro genitori e nonni, cresciuti in un mondo ancora di provincia, dove una cinepresa 8mm e Super8 regalava la magia di fare del cinema partendo dalla vita di tutti i giorni”

In un momento in cui in Italia si fatica a tirare fuori la memoria storica del nostro paese, gli organizzatori lanciano quasi una provocazione nell’aprire “gli armadi della società italiana degli anni dell’immediato dopo guerra e rendere pubblica una storia, fatta di tante di tante piccole storie che possono appassionare e tornare attuali grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie. In questo senso, si inseriscono le proiezioni di film d’autore come quelli di Amedeo Fago, Stefano Rulli e Italo Moscati che, nel suo “Occhi sgranati”, ripropone immagini di migrazioni di ieri e di oggi, in un susseguirsi di fotogrammi tra italiani che partivano in passato e emigranti che arrivano adesso. Una sorta di diario pubblico condiviso, quasi come avviene a Pieve Santo Stefano, definita per l’appunto “la città dei diari”. Nel piccolo borgo toscano ha sede l’Archivio diaristico, un archivio pubblico conosciuto e riconosciuto a livello mondiale, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflette, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie autobiografiche provenienti da tutto il mondo.

Il Festival è realizzato nell’ambito del progetto europeo Europe home movies net (Ehmn), promosso da Regione del Veneto e Commissione europea, nel quadro del “programma cultura 2007-2013”, in partnership con Grecia, Ungheria e Slovenia.

Alla manifestazione è abbinato un concorso che vede la partecipazione di 12 artisti europei che hanno prodotto altrettanti “corti”, utilizzando materiale home movies rivisto in formato digitale. Significativo spazio verrà dato anche ai giovani vicentini: 40 studenti di tre istituti cittadini (il Liceo classico “Pigafetta” e gli scientifici “Lioy” e “Quadri”) sono stati infatti coinvolti in un progetto mirato ad avvicinare scuola e cinema. Gli studenti stanno seguendo un breve corso di linguaggio cinematografico, dalla sceneggiatura al montaggio, che si concluderà con la presentazione di un corto da realizzare con strumenti digitali amatoriali (dalla videocamera al cellulare) e da proporre nel corso del festival, in un’apposita sezione. La stessa formula sarà applicata in altre scuole europee con l’obiettivo di costruire una rete che, attraverso la tecnologia e il linguaggio degli home movies, produca e raccolga i contributi giovanili sul tema dell’identità europea.

 

09 Giugno 2010