L'allarme di Pizzetti: "Troppi dati sanitari sui social network"

PRIVACY

Il Garante della Privacy punta il dito contro la condivisione da parte dei navigatori dei dati sensibili su Facebook & co : "C'è il rischio che le informazioni escano dalla comunità virtuale"

di Federica Meta
Attenzione a siti internet e social network, perché stanno diventando sempre più spesso, e a volte in modo involontario, il veicolo per diffondere informazioni importanti e riservate sulla salute dei malati: a lanciare l'allarme di un fenomeno sempre più diffuso è Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità Garante della privacy, nel corso di un convegno sulla protezione dei dati in sanità.

''Si tratta di una tendenza sempre più diffusa - spiega il Garante della privacy - sia tra i malati che tra gli operatori sanitari. Da un lato sempre più pazienti, soprattutto quelli colpiti da malattie rare, utilizzano internet e vari siti di social network per scambiarsi informazioni su medici, terapie e strutture con altre persone nelle loro condizioni. Il problema è che così rivelano di essere malati, il loro nome e altri dati che possono uscire dalla comunità virtuale cui si rivolgono''.

Rischio simile avviene per la pratica sempre più diffusa tra gli operatori sanitari di usare Facebook o Youtube o altri siti per scambiarsi impressioni o foto sulla propria attività di lavoro, rivelando così informazioni sui pazienti. ''E' importante creare una cultura e consapevolezza sulla riservatezza di questi dati - continua Pizzetti -. Malati e operatori sappiano che internet non garantisce che i dati siano conosciuti solo dalle persone per cui li scrivono, che è difficile essere sicuri della loro cancellazione e che questi
dati, messi senza precauzioni online, possono essere poi catturati dai motori di ricerca e quindi essere diffusi ad una platea di persone molto più vasta''.

24 Settembre 2010