Il "motore" semantico, la sfida dell'università di Trento

INTERNET SEARCH

Via al progetto "Insemtives": un software intelligente in grado di "imparare" il linguaggio comune. In campo la Ue e altri otto partner europei

di Enzo Lima
Armadio e guardaroba sono la stessa cosa? Di sicuro non per molti motori di ricerca su Internet che aiutano a trovare l'arredamento giusto per la propria casa. Il problema sta nei software per le ricerche utilizzati in questi casi, che non sempre riescono automaticamente a riconoscere lo stesso oggetto se chiamato con nomi diversi. Un deficit che causa rallentamenti, risultati troppo generici o non pertinenti e a volte anche ricerche a vuoto. Cosa che diventa ancora più seccante se la ricerca si concentra, ad esempio, su un documento da scaricare sul sito di un ente pubblico, un articolo da una rivista online o un'informazione di servizio.

In questo contesto, nonostante le ricerche Web siano sempre più utili e diffuse, permane un reale problema legato all'ambiguità delle parole chiave che troppo spesso vanifica lo sforzo di rendere disponibili in rete informazioni numerose e complete. A questo sta lavorando “Insemtives” (Incentives for semantics), iniziativa finanziata dall'Unione Europea e frutto della collaborazione tra nove partner europei del mondo accademico e dell'industria, tra cui l'Università di Trento attraverso i dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell'informazione e di Informatica e Studi Aziendali.
Il progetto, di durata triennale, ha l’obiettivo di sviluppare un software che permette di descrivere le informazioni attraverso parole chiave ed etichette, attribuendo loro significati coerenti con i contenuti. In questo modo gli utenti possono riorganizzare come desiderano le informazioni e i contenuti, in modo da essere facilitati nella ricerca.

“Il sistema è intelligente - spiega Ilya Zaihrayeu, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'informazione - ed è in grado di ‘imparare’ il linguaggio che usa la gente comune per definire i concetti di ricerca. Questo permette di fare ricerca basandosi su termini nuovi e sempre più precisi. Con il software ogni utente potrà contribuire a migliorare la categorizzazione e la ricerca delle informazioni, immagini, documenti in Internet. Proprio lo stesso meccanismo di adesione e collaborazione per il miglioramento che anima alcune iniziative virtuali come Wikipedia e che costituisce uno dei punti di forza della rete".

Tra i partner internazionali coinvolti nel progetto, anche le università di Innsbruck, Siegen (Germania), Cluj- Napoca (Romania) e Poznan (Polonia),oltre a varie società leader nel settore delle Ict, tra cui Peppersghost Productions (Uk), Telefonica (Spagna), Seekda (Austria), OntoText (Bulgaria).

11 Ottobre 2010