Crowdfunding, così il social diventa umanitario

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Da Kapipal a RocketHub, si afferma il fenomeno delle piattaforme per la raccolta di fondi mirati a progetti cooperativi

di Antonino Caffo
Che i social network fossero qualcosa in più di semplici stanze per chattare era chiaro da subito. Distribuire content, foto, video e pezzi della propria vita sembrava già possibile e interessante nel 2006 quando la prima grezza versione di Facebook venne resa disponibile al resto del mondo fuori da Harvard.

Era meno prevedibile, però, che i social network potessero dare vita ad un nuovo tipo di Internet, ancora più sociale e meno basato sull’ego. Tant’ è che oggi si parla di “rivoluzione dei social media” in Egitto, così come nel 2001 si parlò di “sms revolution” nelle Filippine, quando una serie di sms fece scendere la popolazione in piazza causando il crollo del governo Estrada.

In altre parole, i social network (e derivati) stanno rivoluzionando non solo le dinamiche alla base dei rapporti umani e sociali, ma anche la loro organizzazione. L’ultimo esempio è il cosiddetto crowdfunding che rende possibile utilizzare il Web per raccogliere fondi a scopi umanitari e sociali. Un fenomeno che prima di Facebook & Co. era praticamente impossibile (al massimo si organizzavano punti di raccolta nelle piazze e nei centri di aggregazione).
Con il crowdfunding è possibile spiegare il proprio progetto, promuoverlo e sponsorizzarlo su tutte le piattaforme possibili sul Web con foto, video, grafici, ecc. Inoltre consente forme di aiuto immediato o il lancio di progetti per la creazione di strutture ospedaliere e case di accoglienza (come è stato fatto con i progetti realizzati tramite RocketHub).
Se finora i social network hanno “velocizzato” il passaparola, i siti di crowfunding rappresentano una modalità ulteriore per veicolare il messaggio.

Esistono vari tipi di piattaforme crowdfunding. Fra le generaliste RocketHub e Kickstarter, mentre PledgeMusic è dedicata a progetti in ambito musicale, Quirky al design, CatWalkGenius alle giovani promesse dello stilismo, e COfundOS al mondo dell’open-source. Kapipal è invece rivolta a finanziatori di tutto il mondo.

Rispetto al mondo dei social network le piattaforme per il crowdfunding offrono maggiori garanzie sulla reale esistenza di un progetto di business o umanitario/sociale grazie precise regole di registrazione e di tutela dei fondi raccolti che permettono di “garantire” l’autenticità delle idee e dei progetti da finanziare.

18 Febbraio 2011