SENTIERI DEL VIDEO. Se "interattività" è cambiare canale

SENTIERI DEL VIDEO

di Enrico Menduni, professore di Media e Comunicazione all’Università Roma Tre
Il Giappone sta curando le ferite materiali e morali del terremoto, e lo fa - come è caratteristica di quel paese - guardando avanti. Tokio Metro e UQ Communications hanno cominciato a stendere il Wimax nella metropolitana della capitale giapponese. Contemporaneamente a Londra si lavora per avere il Wi-fi nella metro in occasione delle Olimpiadi. Per avere un’idea della differenza: con il Wimax sarà possibile connettersi a Internet sui treni in movimento sotto le gallerie; con il Wi-fi soltanto nelle stazioni. La stessa differenza tra un aereo a elica e un aereo a reazione.

Intanto in Italia ci si lamenta che l’Autorità privilegi la telefonia mobile rispetto alla televisione nazionale nell’assegnazione delle frequenze più pregiate, quelle a 800 Mhz. Si critica l’autorità perché suocera intenda, cioè la Commissione Europea, magari da parte dei massimi vertici Mediaset (Fedele Confalonieri). Il fatto che la telefonia mobile sia diventata, di fatto, Internet mobile sfugge a tutti questi critici abbastanza interessati.
Nelle restrizioni al Wi-fi libero e nelle terribili zone d’ombra dell’Adsl, una chiavetta Internet o uno smartphone sono diventati l’alternativa più percorribile. Anche in treno, come adesso, mentre scrivo questo articolo in mezzo a tanti altri geek pendolari curvi sui loro computer portatili. Ovviamente chiedere a Trenitalia che vi siano le prese elettriche, e che siano funzionanti (quando ci sono, come sui nuovi e già scassati treni pendolari a due piani) è troppo pretendere.

Le televisioni nazionali continuano a dire di essere l’unico ambiente economicamente valido per la produzione di contenuti audiovisivi; è un’esagerazione, ma c’è qualcosa di vero. Tuttavia non possono continuare a intendere l’interattività solo come possibilità di scegliere fra più canali e, eventualmente, di pagarli. C’è qualcosa di più, e non si lamentino allora se il loro pubblico si mantiene folto, ma invecchia inesorabilmente.

Un campionario delle pubblicità nel daytime è un prontuario di tutte le malattie della vecchiaia, dai dolori articolari all’incontinenza. Tutto molto rispettabile - è un 62enne che scrive - ma anche una prova indiretta della lontananza stellare con i giovani. Sembra, in definitiva, che ci siano tre velocità nel mondo per quello che riguarda l’Ict: l’Asia, con i paesi emergenti come il Brasile; l’Europa e gli Stati Uniti, a passo molto più lento; le aree meno sviluppate dell’Africa, dell’America Latina e dell’Africa, più alcuni degli stati ex sovietici. E gli italiani? Quando va bene abbiamo prestazioni paragonabili con gli altri europei. Altrimenti facciamo fatica ad essere considerati tali.

06 Giugno 2011