La formazione dei dipendenti pubblici? Ancora poco 'tech'

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il 12° rapporto dell’Osservatorio sui bisogni formativi della Sspa rileva nel 2008 un lieve aumento dell'utilizzo dell'Ict nei corsi per i dipendenti pubblici

di Federica Meta
Formazione nella PA, questa sconosciuta. In pochi, se non gli addetti ai lavori, ne parlano e nemmeno un piano “titanico” come E-gov 2012 ne fa cenno. Eppure è proprio la formazione che dovrebbe innescare quella rivoluzione culturale alla base di ogni progetto di innovazione digitale che si rispetti. Così come è dalla preparazione dei dipendenti che dipende buona parte dell’erogazione di un servizio pubblico efficiente.
A fare luce sulla formazione dei dipendenti pubblici, il 12° Rapporto elaborato dall’Osservatorio sui bisogni formativi nella PA della Scuola superiore di Pubblica amministrazione, relativo al 2008. Il quadro che emerge “racconta” di amministrazioni centrali che hanno progressivamente abbandonato l’aula a favore di modalità di formazione “più tecnologiche”: nei ministeri, ad esempio, l’aula rappresenta ancora il 50,8% (63,4% nel 2007) dei casi e negli enti pubblici il 71% (74% nel 2007).
Quali tipologie di formazione iniziano a diffondersi? Gli esperti dell’Osservatorio rilevano una propensione all’utilizzo di learning on the job, videoconferenza e stage: insieme costituiscono il 24% delle partecipazioni. “Un motivo della diffusione risiede nei contenuti tecnico-specialistici della formazione impartita nel 2008 - si legge nello studio - che si prestano all’utilizzo di software”.
Nonostante la crescita dei nuovi metodi, però, non si può certo cantare vittoria. Ancora basse le percentuali degli uffici che fanno ricorso al laboratorio informatico (utilizzato nei ministeri nel 5,4% dei casi e dagli enti pubblici nel 3,2%). La videoconferenza,  utilizzata esclusivamente nel comparto ministeriale, rappresenta il 4,5% delle partecipazioni.
Un discorso a parte va fatto per l’e-learning, idealmente fiore all’occhiello della formazione innovativa ma, praticamente, una “cenerentola”. Nel 2008 il tasso di partecipazione alla formazione in modalità e-learning è rimasto stabile rispetto al 2007 attestandosi al 12%, pari a 24.664 partecipazioni in formazione: il 97% di queste sono state effettuate in soli tre enti: ministero dell’Economia e delle Finanze, Istruzione e Aci. L’e-learning rappresenta dunque ancora un metodo relativo a un numero limitato di corsi. Il motivo? La mancanza di un progetto-formazione sistematico che veda questa modalità come strumento da integrare ad altri metodi (aula, videoconferenza o learning on the job) piuttosto che fattore esclusivo di risparmio economico.
“L’e-learning è una piattaforma  complessa, dove oltre alla mera lezione sono inserite anche altri elementi - spiega Massimo De Cristofaro, responsabile del settore Innovazione della Scuola superiore di Pubblica amministrazione e responsabile dell’Osservatorio -: i lavori degli allievi, le applicazioni chat e, ovviamente, learning object. Elementi fondamentali per la gestione di un corso innovativo”. Ma che spesso passano in secondo piano rispetto al guscio informatico che li contiene. Come superare l’empasse? De Cristofaro auspica un’utilizzazione delle soluzioni di e-learning in modalità “blended”, basata sull’alternanza di momenti di formazione a distanza e momenti in presenza.
Ma gli ostacoli non si fermano alle mere modalità d’uso. “Nella PA è stato falsato lo spirito dell’e-learning - rivela De Cristofaro -. Manca un meccanismo normativo che permetta il riuso dei moduli didattici tra enti: se uno acquista un learning object da una società esterna non può ‘prestarlo’ ad altri, mentre se impiega un consulente che sviluppa una soluzione ad hoc, il prestito è possibile, anche se raro”. Mancando una replicabilità “tout court”, aumenta la spesa destinata ai sistemi didattici. Aumento che impatta sulle PA piccole con pochi fondi per sviluppare programmi didattici innovativi. Stando al report, buona parte di esse ammette di non ricorrere all’e-learning: fondi insufficienti.

17 Luglio 2009