Gli insegnanti italiani: in classe più tecnologia interattiva

SCUOLA 2.0

Secondo Smart Technologies, i docenti vogliono una scuola più innovativa per stimolare l'apprendimento degli studenti e facilitare l'interazione con l'alunno

di Davide Lombardi
Smart Technologies, l’azienda canadese leader nel mercato delle lavagne interattive, ha presentato stamane i risultati dell’indagine “Scuola 2.0: insegnanti e nuove tecnologie”. L’indagine è stata realizzata mediante interviste agli insegnanti delle scuole elementari e medie e si propone di analizzare il livello di penetrazione delle nuove tecnologie per la didattica, in particolare delle lavagne interattive.

E’ emerso che gli insegnanti italiani sono sempre più “hi-tech”. Sono molti quelli che usano regolarmente Internet nella vita privata e vogliono più tecnologia nelle classi per migliorare l’insegnamento e stimolare l’interesse degli alunni.

Alla domanda se la tecnologia sia un elemento indispensabile nella scuola moderna quasi tutti gli insegnanti (101 su 103)hanno risposto affermativamente, e l’84% degli intervistati auspica un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie nella scuola. Secondo gran parte degli intervistati la tecnologia è importante per tre motivi: migliora la comprensione degli studenti, ne migliora i risultati e facilita l’interazione insegnante-studente. Più del 50% del campione ritiene anche che la tecnologia migliori l’immagine dell’istituto verso l’esterno e che sia importante come supporto alla preparazione delle lezioni.

Anche le lavagne interattive sono ritenute di grande importanza, sia per l’apprendimento degli studenti, in quanto aumentano la partecipazione attiva e l’attenzione, sia per agevolare il lavoro degli insegnanti, in quanto li aiutano a esporre le lezioni e permettono loro di aggiungere elementi interattivi alle lezioni.

I docenti di oggi in privato usano il pc e navigano sul web regolarmente (ad eccezione del 4%). Tuttavia in classe sono pochi coloro che utilizzano sempre il pc, e ancora meno quelli che usano la lavagna interattiva. Ciò è dovuto all’insufficienza di mezzi. E’ vero che tutte le scuole coinvolte nell’indagine dispongono di Pc, collegamento a Internet, lavagna interattiva e videoproiettore, ma i mezzi sono insufficienti. Basta pensare alle lavagne interattive: nel 79% delle scuole ce n’è solo una, nel restante 21% meno di 5.

Gli insegnanti hanno anche indicato le priorità riguardo ai futuri investimenti tecnologici: la maggior parte di essi ha indicato il pc, a seguire la lavagna interattiva, il videoproiettore, e solo una piccola parte ha indicato Internet. Questi dati vanno naturalmente interpretati nel senso di un rinnovo o di una crescita numerica delle attrezzature che già sono disponibili.

Un’altra serie di domande indaga il ruolo che possono avere le nuove tecnologie sulla frequenza scolastica. La metà degli insegnanti ritiene che il divario fra l’utilizzo di tecnologie in privato e nella scuola possa essere un motivo di disaffezione degli studenti verso la scuola. Fra questi, l’89% ritiene che un aumento dell’utilizzo delle tecnologie potrebbe contribuire a ridurre le assenze.

17 Dicembre 2009